Carovana migranti: al confine Usa muore una bimba di 7 anni

La bambina era partita con il padre dal Guatemala, ma è solo l'ultima di una serie di vittime della migrazione verso gli Usa.

Il muro di Tijuana
Si riaccendono le polemiche dopo la morte di una bimba al confine Usa

Muore una bimba di 7 anni che si trovava sotto la custodia delle autorità americane, al confine con il Messico. Secondo il “Washington Post”, la bimba, proveniente dal Guatemala, è morta per disidratazione e stanchezza.

L’episodio rinfocolerà senza dubbio le polemiche riguardanti il trattamento dei migranti al confine. La situiazione si presenta sempre più critica infatti, e i centri di accoglienza non sono più in gradi di far fronte ad una situazione che non fa che peggiorare.

La storia

Secondo quanto riportato dalle autorità di frontiera americane, la bambina era stata fermata dopo che aveva attraversato clandestinamente il confine. Aveva 7 anni, e veniva dal Guatemala. Sotto la custodia del Border Patrol, la bimba era stata portata in Texas, all’ospedale pediatrico di El Paso, dove è morta. La causa più probabile è la disidratazione, am si aspettano i riusultati dell’autopsia per avere dati certi. La bambina era partita dall’America latina insieme al padre. Avevano attraversato il deserto del New Mexico per giungere negli Usa, dove è stata infine presa in custodia dalle autorità di confine. Pare fosse già in gravi condizioni, al suo arrivo: da diversi giorni la bimba non mangiava e non beveva. Così sono salite a 4 le vittime della marcia verso gli Usa. Oltre alla piccola, altre tre persone avevano perso la vita a fine ottobre.

I numeri della carovana di migranti

La situazione sul confine è sempre più preoccupante: nel solo mese di novembre gli agenti di polizia sono riusciti ad arrestare più di un migliaio di migranti che cercavano di attraversare irregolarmente il confine. Il numero sale ancora, a dismisura, se si getta uno sguadro a coloro che sono ospitati dalla Protezione Civile messicana lungo le vie della migrazione. La situazione più grave è a Tijuana, al confine con la California. Lì hanno trovato ricovero circa 6mila persone, ma si tratta di una situazione tesa, tesissima anzi, a causa della lentezza con cui vengono esaminate le domande di asilo.

Le misure Usa

Il Presidente del Messico Lopez Obrador, insieme al Presidente Donald Trump, stanno cercando una soluzione congiunta, per arginare la situazione esplosiva. Mercoledì scorso hanno parlato nuovamente di un programma che aumenti i posti di lavoro nei Paesi di maggior provenienza dei migranti: Honduras, Messico, El salvador e Guatemala. Le misure di sviluppo prevederebbero un piano di investimenti da 30 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni. Dopo le iniziali dichiarazioni che proclamavano come necessario l’uso della forza per contrastare quella che era stata definita un'”invasione”, Donald Trump sembra essere tornato a più miti consigli. Tuttavia l’idea del muro al confine con il Messico rimane una delle misure più caldeggiate dal Presidente.

Redazione CiSiamo
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