Natale senza mio figlio: la storia di Gennaro

Gennaro Palumbo vive a Napoli e da tre anni non vede più suo figlio, portato via dalla madre in Ucraina

Vivere il Natale senza poter fare un regalo al proprio figlio, questa è la storia di Gennaro Palumbo. Tre anni fa, suo figlio è stato portato via dalla madre, e ora vive con lei in Ucraina. Gennaro purtroppo non ha modo di contattare suo figlio, se non attraverso le brevi telefonate che fa con la madre. E tutto ciò che desidera per Natale è poterlo rivedere.

La storia di Gennaro: come è iniziata

Tutto è iniziato quando Gennaro ha conosciuto la sua compagna. I due si sono innamorati a Nolo, in provincia di Napoli, nel più classico dei modi: si sono visti, si sono piaciuti e poi sono usciti insieme. In attesa del matrimonio, hanno avuto un figlio, Salvatore. “Ricordo tutto del giorno in cui è nato: lei che strillava in sala parto, quando l’hanno portato fuori nella culletta trasparente.. tutto“. Gennaro, dovendo tenere in piedi un negozio di sua proprietà, era molto impegnato, ma cercava sempre di ritagliare tempo per il figlio. “Ricordo quando andavamo a fare le passeggiate, quando ha iniziato a camminare, i pomeriggi sulla spiaggia… Ero convinto di aver coronato tutti i sogni della mia vita“.

Purtroppo però, una mattina di tre anni fa, mentre Gennaro era fuori di casa per delle commissioni, la sua compagna decide di fare su le valige e partire per l’Ucraina insieme al figlio. Il motivo per cui lei abbia deciso di portare via il bambino non è ancora chiaro, ma l’avvocato della signora spiega che “ci sono stati dei maltrattamenti di tipo morale“, che la avevano spinta ad abbandonare Gennaro.

Quando Gennaro torna a casa, gli crolla il mondo addosso. “All’inizio pensavo fosse successo qualcosa di brutto. Sono andato dalla polizia per denunciare la scomparsa. Li ho cercati un mese interno, giorno e notte per Napoli, senza riuscire a dormire“. Dopo un mese arriva la telefonata della polizia: il bambino sta bene, ed è stato ritrovato in Ucraina.

Da allora per Gennaro inizia un calvario mentale e legale, perché decide di intraprendere diverse cause, alcune ancora in corso, contro la madre di suo figlio. Lo scopo è rivedere suo figlio, e farlo tornare, anche se per un breve periodo, in Italia. Gennaro si è anche appellato al Tribunale dei Minori, che si è ritenuto competente per decidere sulla potestà genitoriale della madre, e aveva anche convocato il piccolo Salvatore a un’udienza che si doveva svolgere a giugno. La madre e il piccolo però non si sono mai presentati.

Natale senza mio figlio: una storia simile a tante altre

Quello di Gennaro purtroppo non è un caso isolato. Sono molte le storie simile alla sua in tutta Italia. Secondo alcuni dati diffusi dal Dipartimento di Giustizia Minorile, dal 2013 al 2017 i bambini portati via dai propri genitori in altri paesi sono stati circa 1000. Purtroppo il fenomeno della sottrazione internazionale dei minori è complesso da risolvere, e non ha soluzioni a breve termine. Il problema in particolare si pone se il sistema giudiziario italiano si trova a dialogare con uno stato non membro dell’UE, come l’Ucraina. Nel caso di Gennaro infatti, c’è anche una causa in corso nel paese dove vive suo figlio, ma i tempi della giustizia Ucraina sono lunghi (hanno chiamato 13 testimoni a parlare). Inoltre più passa il tempo, più Salvatore cresce e si abitua alla nuova situazione. E come per la legge Italiana, anche quella Ucraina mette la tutela del benessere del minore davanti a tutto. In poche parole, se ormai il bambino è cresciuto e parla la lingua Ucraina, va a scuola in Ucraina e vive in Ucraina da abbastanza anni, lo stato non avrebbe motivo di farlo tornare a casa. “Non riesco più a capirlo, perché la madre non gli ha insegnato l’Italiano. Parla solo Ucraino con me, e lei deve tradurmi“, spiega infatti Gennaro. “In un modo o nell’altro vorrei che mio figlio mi sapesse vicino. Come regalo per Natale vorrei avere la possibilità di riabbracciare mio figlio“.

Redazione CiSiamo
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