Per le vendite auto è ancora forte calo: -24% a giugno

Mercato automobilistico europeo ancora in forte calo sulla scia del coronavirus: nel mese di giugno le vendite segnano -24,1%

Per le vendite auto è ancora forte calo - meno 24 per cento a giugno

Per le vendite auto è ancora forte calo: -24% a giugno. Numeri che continuano a muoversi sulla scia dell’emergenza coronavirus, che ha imposto un’elevata percentuale di chiusure nel settore. Emergenza che, in più, ha costretto e continua a costringere milioni di persone in casa, andando in alcuni territori ad azzerare il mercato automobilistico (si pensi all’allarme lanciato da Renault).

I numeri relativi alle vendite europee di giugno, rivelati da Acea, parlano di un calo del 24,1%. Le immatricolazioni sono state 1.131.843, contro le quasi 1.400.000 dello stesso mese del 2019.

Nello specifico, in Italia la Motorizzazione ha immatricolato a giugno del 2020 un totale di 132.457 auto, che corrispondono a un calo del 23,13% rispetto a giugno del 2019. Nel complesso, le immatricolazioni per il 2020 sono state 583.960, circa la metà rispetto al primo semestre del 2019, quando se ne erano registrate 1.083.184 (-46,09%).

Mercato auto: la ripresa sarà lentissima

Malgrado numeri ancora molto negativi per il comparto, non si può certo ignorare quanto attraversato e ancora in corso sul fronte sanitario. Per questo in un certo senso quel -24,1% di vendite su scala europea può essere interpretato quasi come un piccolo segnale di speranza.

Se si guarda infatti al maggio del 2020, il calo aveva segnato quota 56,8%. Il primo semestre del 2020, con un numero complessivo di vetture vendute pari a 5,1 milioni di unità, fa registrare 3,3 milioni in meno rispetto ai primi sei mesi del 2019.

Ma lo scenario UE non è tutto uguale. A farsi notare è soprattutto quello francese, che segna persino un +1,2% alla voce vendite rispetto al giugno del 2019. In questo caso, pesa eccome sui numeri il piano di incentivi da 8 miliardi di euro avviato dall’esecutivo Macron.

Spicca poi, in negativo, anche il -50% della Croazia, così come il -32% della Gran Bretagna e il -35% della Spagna. Mentre l’Italia, dopo il tracollo a -56% di maggio, sembra in netta ripresa con l’attuale -23%.