Il 50% degli italiani è più povero

Secondo un’indagine targata Bankitalia l’emergenza sanitaria ha portato a un calo del reddito per metà della popolazione

Il 50% degli italiani è più povero

Il 50% degli italiani è più povero. Una conferma che arriva dai dati di Bankitalia, che ha raccolto informazioni sulle condizioni economiche delle famiglie italiane tra aprile e maggio scorsi.

Più della metà dei nuclei familiari interpellati ha segnalato un deciso calo del reddito per il periodo. Calo che segue le misure restrittive imposte dalla pandemia di coronavirus, e quindi lo stallo di una larga percentuale di attività economiche.

Ma a pagare a prezzo ancora più caro l’emergenza sono soprattutto i liberi professionisti e tutti i lavoratori indipendenti. Questi ultimi hanno segnalato una riduzione del reddito familiare di oltre il 50% solo nei primi due mesi del coronavirus.

Il lockdown ha impoverito il Paese

Una famiglia su tre dichiara di avere risorse economiche sufficienti per soli 3 mesi. Mentre per quasi la metà dei nuclei interpellati sono innegabili le difficoltà a rispettare pagamenti in scadenza come mutui e finanziamenti vari.

Le conclusioni di Bankitalia appaiono estremamente nitide e al contempo amare:

“Oltre la metà della popolazione dichiara di aver subIto una contrazione nel reddito familiare, in seguito alle misure adottate per il contenimento dell’epidemia. L’impatto è stato particolarmente severo per i lavoratori indipendenti”.

Si aggiunga a questo il fatto che almeno 6 italiani su 10 non andranno in vacanza, come evidenziato da una recente indagine effettuata dal Sole 24 Ore. Il quadro della crisi sanitaria ed economica finisce per risultare sempre più nero per il Belpaese.

Al momento, la percentuale di popolazione con risorse finanziarie sufficienti per appena 3 mesi – inteso come periodo in cui poter restare sopra la soglia di povertà – è pari addirittura al 55%.

Di conseguenza – concludono da Bankitalia – anche le aspettative di spesa ne risentiranno non poco. Oltre la metà della popolazione afferma che anche a fine epidemia le spese per viaggi, vacanze, ristoranti e cinema saranno inferiori a quelle del periodo precedente al coronavirus.