Boeri: “Basta Quota100, diamo quei soldi a precari e turismo”

Boeri: "Basta Quota100, diamo quei soldi a precari e turismo". L'ex presidente dell'Inps smentisce le presunte carenze di organico nella Pa: c'è molto lavoro pubblico esternalizzato, come nei Caf e nei patronati, dice

Boeri:
Tito Boeri

Boeri: “Basta Quota100, diamo quei soldi a precari e turismo”. Nel 2021 potrebbero esserci più pensionati che dipendenti attivi nella Pa, secondo una ricerca resa nota a ForumPa. Ipotesi che Tito Boeri commenta ricordando che “non è stata una buona idea introdurre Quota cento e mi pare pessima l’ipotesi di allungarne la durata. Si tratterebbe dell’ennesimo regalo ad una ristretta cerchia di persone, in gran parte dipendenti pubblici. Il governo ha trovato la scusa dell’emergenza Covid, ma le persone che avrebbero bisogno di aiuto in questo momento sono ben altre: lavoratori precari o in piccole imprese nel turismo e nella ristorazione“. D’altra parte quando guidava l’Inps non si può dire che Boeri abbia nascosto cosa pensava della misura.

Boeri: “Basta Quota100, diamo quei soldi a precari e turismo”

In un’intervista a La Stampa l’ex presidente dell’Inps dice anche, quanto alle carenze di organico nella Pa, che “laddove non è possibile reclutare le persone di cui si ha bisogno, occorrerebbe pagarle meglio. Basterebbe dare all’Agenzia che si occupa dei rinnovi contrattuali per conto dello Stato il compito di negoziare con i sindacati una struttura retributiva tale da attrarre le competenze di cui c’è bisogno”.

Oggi lo Stato italiano dà lavoro a tre milioni di persone, meno del 15 per cento degli occupati, contro una media dei trenta Paesi Ocse del 18%, sostiene l’intervistatore. Ma per l’economista si tratta di una “mezza illusione” perché “tanta parte del lavoro dello Stato oggi è esternalizzato. Penso ai Caf e ai patronati“. “Per paradosso meno lo Stato funziona, meglio è per loro e per chi li gestisce”, aggiunge.