Ue e Regno Unito accelerano sulla Brexit

Unione Europea ed esecutivo britannico concordano per un’accelerazione dei negoziati, mentre si avvicina la scadenza del periodo di transizione

Ue e Regno Unito accelerano sulla Brexit

Ue e Regno unito accelerano sulla Brexit.
Unione europea e governo britannico hanno deciso di intensificare i colloqui nelle prossime settimane. Sulla scia dei crescenti timori che non si arrivi a nessun accordo commerciale entro la fine dell’anno, la spinta sembra doverosa in un momento simile.

Mancano infatti solo 6 mesi al termine della cosiddetta fase di transizione, ovvero quella che traghetterà Londra fino al definitivo “leave”, e quindi al decadimento di tutte le intese tuttora in vigore con Bruxelles.

Ecco perché a inizio settimana il primo ministro britannico Boris Johnson ha parlato con i funzionari europei. Tra i temi discussi, spiccano le modalità per dare nuovo slancio ai negoziati commerciali, che dopo ben quattro summit non hanno fatto progressi significativi. Il Regno Unito non è più a pieno titolo un Paese membro dell’UE da gennaio. Ma la fase attuale prevede che Londra predisponga nuove intese di natura commerciale con il resto dell’UE.

Brexit: nessun posticipo del periodo di transizione

Dopo le iniziali tensioni con l’Ue, il governo britannico ha confermato che non prolungherà il periodo di transizione. Questo implica che le negoziazioni con l’Unione europea dovranno necessariamente essere già chiuse entro dicembre del 2020. Crescono quindi le pressioni da entrambe le parti affinché si arrivi a un’intesa almeno entro ottobre, in modo che il tutto possa essere ratificato e messo in atto per il 2021.

Pressione che si è intuita eccome dalle recenti dichiarazioni di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Figura chiave dei negoziati per conto dei 27 appartenenti al blocco europeo, la von der Leyen ha ribadito a inizio settimana la necessità e la voglia di accelerare da parte di Bruxelles:

“L’UE è pronta a intensificare i colloqui, siamo disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Diamo nuovo slancio ai negoziati”.

Appare chiaro che le parti hanno preso atto della decisione di non chiedere una proroga. Tanto che dall’Unione è arrivato l’invito a colloqui che includano, qualora possibile, la ricerca di principi comuni che possano facilitare il raggiungimento di un accordo.

Intesa Ue-Regno Unito: un cammino difficile

Finora molti tra i principali negoziatori hanno evidenziato la mancanza di progressi nelle trattative. Di fatto l’Unione europea incolpa il governo britannico per aver fatto marcia indietro sui precedenti impegni.

Michel Barnier, capo negoziatore dell’UE, ha chiesto a gran voce “progressi sostanziosi”, parlando dei temi che rappresentano i principali ostacoli come gli aiuti di Stato, il controllo merci e le normative in materia di pesca.

Ora i piani per le trattative sono diventati settimanali e non sono più mensili. Il nuovo programma di lavoro include anche alcune riunioni faccia a faccia, in gruppi ridotti e coronavirus permettendo. Ma sembrano essere davvero troppi gli interessi in gioco per poter permettere che sia arrivi ad un nulla di fatto.

Solo qualche ora fa la Confederazione dell’Industria britannica ha ribadito che la mancanza di un nuovo accordo commerciale entro la fine dell’anno costituirebbe un “enorme ostacolo alla ripresa”.