Alibaba assume 5.000 nuovi dipendenti

La pandemia di coronavirus ha rallentato la maggior parte dei mercati, ma fa crescere in maniera esponenziale la domanda di servizi cloud

Alibaba assume 5.000 nuovi dipendenti

Alibaba assume 5.000 nuovi dipendenti. L’Amazon cinese è pronto a rinfoltire la sua divisione cloud computing, sulla scia di un’emergenza sanitaria che ha enormemente stimolato la domanda di contenuti streaming, videochiamate e archiviazione dati.

I nuovi assunti saranno inseriti in aree specifiche del comparto cloud, tra cui reti, database, server, chip e intelligenza artificiale. Alibaba – esattamente come Amazon Web Services per America ed Europa – è il maggior fornitore di servizi per il cloud computing in Asia. È inoltre il terzo a livello globale, secondo la società di ricerca Gartner.

Secondo Jeff Zhang, presidente di Alibaba Cloud Intelligence, il coronavirus ha finito per accelerare in maniera notevole la digitalizzazione delle realtà aziendali, in Cina come in molti altri Paesi:

“Il percorso di trasformazione digitale delle imprese cinesi, che in principio era impostato su una durata dai tre ai cinque anni, va ora incontro molto probabilmente a un completamento nel giro di un anno”.

Il coronavirus alimenta il cloud

L’annuncio delle nuove assunzioni di Alibaba segue lo sforzo della società dello scorso aprile. Il colosso tech cinese si è infatti impegnato a spendere 200 miliardi di yuan (circa 28 miliardi di dollari) nei prossimi tre anni per moltiplicare i suoi data center.

Le entrate del comparto cloud sono cresciute a quota 40 miliardi di yuan (circa 5,7 miliardi di dollari) nell’anno fiscale 2020. L’incremento è pari al 62% rispetto l’anno precedente.

Nel bel mezzo di uno scenario di crisi e aumento della disoccupazione, ci sono alcune aziende che traggono benefici dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, imposte per la maggior parte dal distanziamento sociale e dalle restrizioni a causa dell’emergenza sanitaria.

Google, Microsoft e Amazon spingono sul cloud

Amazon, Microsoft e Alphabet (casa madre di Google), sono i principali attori della divisione cloud su scala globale. Vale a dire che si occupano della fornitura di servizi informatici come archiviazione, database, software e analisi.

Microsoft ha centinaia di posizioni aperte relative al suo servizio cloud, denominato Azure. Lo rileva la CNN tramite un’analisi degli annunci su LinkedIn. Anche Amazon e Google elencano al momento migliaia di ricerche attive di nuovi dipendenti pronti a occuparsi dei processi cloud. D’altro canto società di software come la statunitense VMware rilevano assolute priorità di assunzioni proprio nel cloud.

Una domanda in aumento a livello globale, mentre sempre più persone lavorano e frequentano le lezioni da casa. Molte università stanno già predisponendo lezioni online anche per il prossimo anno, e sono alla ricerca di fornitori per gestire i loro backup dei dati.

In più, servizi di comunicazione a distanza come Google Meet, Slack, Cisco e Zoom hanno fatto registrare enormi incrementi nei volumi del loro utilizzo. Un incremento in media superiore di 30 volte quello precedente al coronavirus.