Recovery Fund, anche Visco ammonisce: “Usiamolo bene”

Recovery Fund, anche Visco ammonisce: "Usiamolo bene". Nelle considerazioni finali della relazione annuale il numero uno di Bankitalia osserva: "I paesi europei sono chiamati ad affrontare sfide comuni"

Recovery Fund, anche Visco ammonisce:
Ignazio Visco - foto da Fb UniCa

Recovery Fund, anche Visco ammonisce: “Usiamolo bene”. “I fondi europei non potranno mai essere gratuiti”. Il warning viene dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che sipega che “il debito europeo è debito di tutti e l’Italia contribuirà sempre in misura importante al finanziamento delle iniziative comunitarie, perché è la terza economia dell’Unione. Ma un’azione comune, forte e coordinata”, aggiunge nelle Considerazioni finali della relazione annuale, “potrà proteggere e contribuire a rilanciare la capacità produttiva e l’occupazione in tutta l’economia europea”. Secondo Visco “un nuovo rapporto è indispensabile anche in Europa. Ogni paese”, osserva, “deve utilizzare le risorse messe a disposizione dalle istituzioni europee con pragmatismo, trasparenza e, soprattutto, in maniera efficiente“.

Recovery Fund, anche Visco ammonisce: “Usiamolo bene”

Ma l’Unione europea “è una risorsa formidabile per i suoi cittadini. La dolorosa esperienza della pandemia rende oggi ancora più forti le ragioni, non solo economiche, dello stare insieme“, sottolinea il numero uno di Bankitalia, e “i timori e i pregiudizi reciproci riemersi con la duplice crisi dello scorso decennio, e che pure a tratti sono tornati a pesare su decisioni importanti in questa fase delicata, possono essere definitivamente superati e respinti con il contributo responsabile di ognuno”.

Integrazione resta la parola chiave, nella buona e nella cattiva sorte: “I paesi europei sono chiamati ad affrontare sfide comuni. L’eccezionale caduta della domanda espone le famiglie, le imprese e gli intermediari finanziari di tutti i paesi a rischi per i quali non può che essere comune anche la risposta. La pandemia ha mostrato le potenzialità di una strategia comune in campo sanitario; considerazioni analoghe – fa notare Visco – a quelle valide per questo settore si applicano ad altri servizi essenziali, dall`istruzione alla difesa, dalla sicurezza alla giustizia”. E dunque ex malo bonum, forse. “Si tratta di una opportunità importante per predisporre una risposta comune che, al pari delle misure monetarie, sia proporzionata alla gravità della crisi. In un’area integrata come la nostra, le difficoltà di ogni paese”, per Visco, “si ripercuotono inevitabilmente su tutti gli altri“. E quanto a noi, i toni sono diversi ma la sostanza non molto, rispetto a quanto detto dal presidente di Confindustria Bonomi, (ma anche dal ministro per le politiche Ue Amendola):

“Nel prendere parte alla strategia europea che si va delineando l’Italia è chiamata a uno straordinario sforzo, tecnico e di progettazione, – rimarca – per sfruttare le opportunità offerte meglio di quanto non abbia fatto negli ultimi decenni con i programmi dell’Unione. Seguendo un percorso tracciato insieme con i nostri partner verso un’economia innovativa e più sostenibile, vedremmo rafforzata la possibilità di ritrovare la via dello sviluppo; contribuiremmo – dice ancora il governatore – a ridefinire in una direzione di giustizia ed efficienza il modello economico e sociale da cui dipende indissolubilmente il benessere di tutti i popoli europei”.