Airbnb: la pandemia potrebbe azzerare gli affari

Molti proprietari di residenze Airbnb stanno pianificando la vendita a causa della pandemia: l'intero sistema è a rischio

Per Airbnb la pandemia potrebbe azzerare gli affari. La piattaforma, che mette in comunicazione ricerca e offerta di alloggi per brevi periodi in tutto il mondo, sta vivendo di sicuro il suo periodo più nero. La pandemia in corso ha arrestato viaggi e vacanze, e praticamente cancellato i guadagni dell’intero comparto turistico.

Ora il portale – aperto nel 2007 da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk – comincia a riscontrare la “resa” di molti tra i suoi proprietari di residenze.

Questi ultimi stanno infatti pianificando la vendita di appartamenti o alloggi sulla scia del coronavirus. Un elemento che potrebbe mettere l’intero sistema a rischio.

A riassumere in maniera efficace la situazione è stato un reportage targato CNN. La testata statunitense ha parlato di persona con molti dei cosiddetti host, per inquadrare meglio l’attuale situazione del comparto.

Airbnb: business a rischio

Tra coniugi in pensione che avevano avviato attività legate a case vacanze e giovani che hanno investito tutti i loro risparmi nella gestione di appartamenti da affittare, sono davvero molti quelli che non hanno nascosto l’intenzione di lasciare e vendere le proprietà. 

La diffusione dei contagi da coronavirus ha causato una vera e propria ondata di cancellazioni per tutti gli host di Airbnb.

Nel frattempo, con il blocco dei viaggi e un futuro che sembra ancora fortemente condizionato sul fronte turistico, in molti stanno pianificando una vendita. Mosse che la CNN ha definito “disperate”, e che non riflettono altro che il tentativo di tamponare perdite economiche massicce.

In più, alle prenotazioni annullate si accumulano bollette, costi di manutenzione e pagamenti dei mutui, tutti elementi che rendono talvolta impossibile resistere in uno scenario simile.

Gli host rinunciano

Un simile scenario ha messo seriamente in discussione l’intero modello di business di Airbnb. Dopo aver pianificato il debutto a Wall Street quest’anno, l’azienda ha dovuto licenziare circa il 25% della sua forza lavoro.

Allo stesso tempo, ha faticato non poco ad arginare l’inevitabile malcontento degli host, che sono la spina dorsale del servizio. La compagnia ha annunciato a fine di marzo che avrebbe rimborsato solo il 25% delle quote di restituzione tendenzialmente pagate in caso di cancellazioni.

In altre parole, si è trattato di un vero e proprio colpo per i proprietari, in alcuni casi la molla che ha spinto ad abbandonare la piattaforma.