Renault potrebbe “scomparire”

L’allarme arriva dal ministro dell’Economia francese Bruno Le Marie: “Senza aiuti del governo, Renault potrebbe scomparire”

Renault potrebbe “scomparire”. Un allarme particolarmente attenzionato soprattutto perché a lanciarlo è stato il ministro dell’Economia francese Bruno Le Marie. Secondo Le Marie infatti il colosso automobilistico potrebbe non sopravvivere alla crisi innescata dalla pandemia di coronavirus senza l’aiuto del governo francese.

Il ministro – come riportato anche dalla CNN – ha parlato di “gravi difficoltà finanziarie” per la compagnia, in linea con il declino finanziario generalizzato a seguito dell’emergenza sanitaria. Ha quindi aggiunto che è necessario agire “con urgenza”, al fine di evitare un crollo.

Il gruppo guidato da Clotilde Delbos – che per il 15% è in mano allo Stato francese – veniva già da un periodo di sofferenze, con numeri ai minimi degli ultimi 10 anni. La pandemia di COVID-19 non ha fatto che aggiungere pressione e complicare una situazione sempre più critica, per l’intera alleanza Renault-Nissan.

Crollo della domanda

Le case automobilistiche di tutto il mondo stanno affrontando un enorme crollo della domanda di veicoli, che in molti casi segna persino un calo del 90%. A questo si accompagna ovviamente il forte rallentamento della produzione, come misura per frenare il propagarsi dei contagi di coronavirus.

Nello specifico, Renault ha cessato la produzione nei suoi 12 stabilimenti francesi a metà marzo, riprendendo le operazioni nella maggior parte degli impianti solo questo mese.

I commenti di Le Maire seguono le speculazioni circolate sui giornali francesi secondo cui Renault si starebbe preparando a chiudere diversi impianti di produzione, tra cui la sua maggiore fabbrica di Flins, a nord di Parigi.

Proprio in merito a quest’ultima ipotesi le dichiarazioni di Le Marie hanno escluso una simile possibilità, rivendicando anche la partecipazione dello Stato in Renault come primo azionista:

“L’impianto di Flins non deve chiudere. Questa è la posizione della Francia come governo e come maggior azionista.”

Lo Stato in soccorso

Il governo francese e la casa giapponese Nissan sono i maggiori azionisti di Renault, ciascuno con una partecipazione del 15%. Il governo sta attualmente negoziando i termini di un prestito di 5 miliardi di euro, che Le Maire non ha ancora sottoscritto.

Il ministro ha dichiarato che procederà alla firma non appena saprà “qual è la strategia della Renault”. I piani dell’azienda, stando al governo francese, dovrebbero includere una transizione verso veicoli ecologici.

“Vogliamo che Renault sia più produttiva e produca ancora più veicoli, in particolare elettrici, in tutta la Francia”.

La compagnia dovrebbe rendere noti i dettagli di un piano di riduzione dei costi a fine mese, così come Nissan, che fa parte di un’alleanza con Renault e Mitsubishi. Secondo i media giapponesi si potrebbe andare incontro a una perdita di 20.000 posti di lavoro.

Non è certo solo la pandemia a far soffrire Renault e Nissan. Il gruppo è infatti tuttora profondamente scosso dalle conseguenze dello scandalo che ha coinvolto l’ex presidente Carlos Ghosn, fuggito dal Giappone a dicembre mentre attendeva di essere processato per truffa finanziaria.