Atlantia chiede un prestito allo Stato

La holding dei Benetton sembra indirizzata verso una richiesta di finanziamenti per circa 2 miliardi di euro allo Stato italiano. Ed è già polemica

Atlantia chiede un prestito allo Stato per quasi 2 miliardi di euro. L’indiscrezione arriva dal Sole 24 Ore, che per primo ha parlato di mosse all’interno della galassia Edizioni, ovvero la holding finanziaria controllata dalla famiglia Benetton. Edizioni fa capo a realtà aziendali del calibro di Autogrill, Generali, Mediobanca e Autostrade per l’Italia.

La holding starebbe formalizzando la richiesta di circa 1,8 miliardi di euro per la precisione, sotto forma di prestiti a garanzia Sace. La cifra ovviamente non andrebbe solo nelle casse di Atlantia, bensì di diverse compagnie appartenenti alla società.

Secondo quanto segnalato dal quotidiano Affari Italiani, la compagnia stessa avrebbe evidenziato “un accantonamento” nel suo bilancio di una cifra simile per Autostrade per l’Italia. Questo in luce della “disponibilità offerta al Governo di farsi carico di nuovi impegni economici per sconti tariffari e contributi allo sviluppo infrastrutturale del Paese”.

Finanziamenti al vaglio del Tesoro

Appare quasi certo quindi che circa 1,25 miliardi sarebbero destinati ad Atlantia, mentre almeno 400 milioni di euro potrebbero dividersi tra Autostrade di Roma e altre società, tra le quali Telepass e Pavimental.

A queste cifre dovrebbero aggiungersi anche i 250 milioni destinati ad Autogrill, società al 50,1% controllata dai Benetton.

Se formalmente richiesti, i prestiti dovranno passare per l’analisi e la valutazione del Ministero del Tesoro. L’eventuale approvazione darebbe vita a un decreto attuativo. Non va però sottovalutato – elemento d’altronde fatto notare da diversi osservatori di mercato nelle ultime ore – come i fatti di Ponte Morandi possano influenzare le richieste e le successive ed eventuali trattative sull’asse Benetton-Esecutivo italiano.

Atlantia-FCA: prevista pioggia di polemiche

In queste circostanze, è più che lecito aspettarsi numerose polemiche nelle settimane a venire. Polemiche che fanno seguito all’attuale polverone scatenato dalla simile richiesta di FCA. Con residenza fiscale in Olanda, il colosso automobilistico è in procinto di beneficiare del prestito richiesto al governo, sebbene a condizione che operi in Italia per gli interventi oggetto dei finanziamenti.

Quest’ultimo elemento è stato evidenziato con particolare enfasi dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha parlato di un rafforzamento degli investimenti italiani:

“Abbiamo chiesto a Fca impegni aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti, tra i quali rafforzare e confermare tutti gli investimenti in Italia. Abbiamo anche detto no a delocalizzazioni: la garanzia dello Stato è legata a queste condizioni. Stiamo parlando di una grande multinazionale globale che abbiamo il dovere, in qualità di governo, di tenere ancorata in Italia”.