Gli Stati Uniti non finanzieranno più l’OMS

Lo ha minacciato Donald Trump, parlando di taglio definitivo e ritiro dell’adesione statunitense a breve se la situazione dovesse restare quella attuale

Gli Stati Uniti non finanzieranno più l’OMS. Il presidente degli USA Donald Trump ha assicurato che presto taglierà definitivamente” i finanziamenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dopo le numerose critiche all’istituto guidato da Tedros Adhanom nei mesi precedenti, il tycoon sembra stavolta deciso a ufficializzare la mossa. Lo ha anticipato in una lettera che proprio nelle ultime ore ha condiviso su Twitter.

Nel documento Trump ha evidenziato che, a meno di miglioramenti sostanziali entro 30 giorni, renderà permanente il congelamento dei finanziamenti statunitensi. Da quel momento in poi – ha proseguito il Presidente – prenderà il via una “riconsiderazione” della nostra adesione all’Organizzazione.

Già lo scorso mese la Casa Bianca aveva temporaneamente bloccato i fondi indirizzati all’OMS. In quel caso, però, lo stallo era causato dalla concomitante revisione amministrativa USA alla risposta dell’Organizzazione al coronavirus. Anche in quel frangente, dai vertici dell’OMS fu sottolineato come la fase acuta di una pandemia non fosse il momento adatto per di ridurre le sovvenzioni.

In più, il congelamento di quei fondi su indicazione diretta di Trump sollevò non poche polemiche. Gli stanziamenti arrivano in grossa parte dal Congresso, e il Presidente non ha in genere nessuna autorità per sospendere o reindirizzare i finanziamenti del Congresso.

La lettera con la quale Trump minaccia l’imminente taglio dei finanziamenti all’OMS. Nella missiva si legge, tra le motivazioni principali, che l’OMS “ha ignorato credibili notizie sul diffondersi del virus a Whuan a inizio dicembre e persino prima”.

Trump vs OMS

La minaccia arriva proprio mentre la stessa amministrazione Trump si trova ad affrontare enormi critiche per come ha gestito l’emergenza sanitaria. Gli Stati Uniti sono al momento il Paese più colpito, con oltre 1,5 milioni di casi di coronavirus segnalati e almeno 90.000 decessi, stando ai più recenti dati rilasciati dalla Johns Hopkins University.

Eppure, nella sua lettera il Presidente ha dichiarato che la revisione amministrativa sull’operato dell’OMS ha solo confermato le sue preoccupazioni.

“Dalla nostra analisi del lavoro dell’OMS sono arrivate conferme a molte delle serie preoccupazioni che ho sollevato il mese scorso. Di quelli che la Casa Bianca ha percepito come ripetuti passi falsi dall’Organizzazione e del suo direttore, Tedros Adhanom Ghebreyesus”.

OMS “centrata sulla Cina”

La tesi più in evidenza contenuta nel documento è quella che vedrebbe l’OMS restio a dichiarare subito lo stato d’emergenza al sorgere dei primi focolai cinesi, sconsigliando “misure che interferiscono inutilmente con il commercio o i viaggi internazionali”.

In più, Trump continua ad accusare l’OMS di avere forti legami con la Cina, che gli avrebbero impedito di diffondere tempestivamente le prime fondamentali informazioni sul coronavirus e la sua diffusione.

“L’unico elemento che deve impegnarsi a dimostrare l’Organizzazione mondiale della sanità è la sua effettiva indipendenza dalla Cina. Non posso permettere che i dollari dei contribuenti americani continuino a finanziare un’organizzazione che, allo stato attuale, non mostra in maniera chiara di essere al servizio degli interessi USA”.