Ora puoi ordinare cibo online su Instagram

Il gruppo di Mark Zuckerberg si attiva per garantire cibo ordinabile su Instagram, nel tentativo di aiutare le piccole imprese

Ora puoi ordinare cibo online su Instagram. Il gruppo di Mark Zuckerberg si è infatti attivato per aiutare le piccole imprese.
Solo pochi giorni fa il colosso tech di Menlo Park – proprietario dei social Facebook, Instagram e WhatsApp – ha annunciato che proprio Instagram sta facilitando l’inclusione di buoni regalo, ordini di cibo online e raccolte fondi in profili e storie delle piccole aziende.

Gli utenti, attraverso un semplice click su carte regalo o ordini alimentari, possono effettuare un acquisto tramite il sito di un’azienda. Allo stesso modo, possono aderire a una raccolta fondi avviata da un’azienda.

In più, possono “spargere la voce” condividendo a loro volta simili opportunità. Hanno quindi la possibilità di incoraggiare amici e follower a supportare le piccole imprese, che il social mira ad agevolare nell’incremento delle vendite.

Le Pmi possono inoltre dare avvio a un fundraising su Facebook e condividerlo su Instagram. Una vera e propria raccolta di finanziamenti dai clienti a sostegno della propria attività, sulla scia dell’emergenza coronavirus.

Si tratta di una mossa che potrebbe rivelarsi cruciale sul piano economico. Non va ignorato il fatto che un rilevante numero di piccole realtà aziendali attraversi un periodo di crisi nera e rischi seriamente la chiusura. Questo sulla scia delle restrizioni e gli stalli innescati dalla pandemia di coronavirus. D’altronde, come fa notare la stessa CNBC, le piccole imprese hanno un ruolo fondamentale per il futuro di Facebook, visto che il ricorso alle inserzioni sui social è ormai un passo quasi obbligato anche per le attività di dimensioni più ridotte.

Instagram a sostegno delle Pmi in crisi

L’analisi numerica del quotidiano USA mette in luce numeri purtroppo impietosi per le PMI. 7,5 milioni di piccole imprese statunitensi rischiano di chiudere definitivamente i battenti entro i prossimi cinque mesi. Mentre sul fronte italiano Confcommercio ha stimato circa 270 mila imprese di commercio e servizi a rischio, qualora lo scenario economico dovesse restare lo stesso di ora anche nei prossimi mesi.

L’operazione della compagnia di Zuckerberg prova a facilitare la vita delle Pmi in un momento molto difficile, ma ovviamente mira ad agevolare il suo stesso cammino. Va infatti considerato che il il 90% degli account Instagram segue almeno un’azienda.

Sono gli stessi consumatori ad avere interesse che quei marchi resistano e continuino ad essere disponibili per loro. Un sondaggio interno al gruppo Facebook ha rilevato che il 76% degli utenti di Instagram ritiene i marchi presenti sulla piattaforma come “divertenti”, mentre il 77% trova “creativi” i lati social delle aziende.

Proteggere le inserzioni

In linea di massima è quindi innegabile che le piccole imprese generino entrate cruciali per il gruppo Facebook. Questo specialmente in un momento in cui molti tra i marchi maggiori sono inevitabilmente in stallo. In più, producono contenuti che rappresentano un valore per i consumatori, e quindi i nuovi strumenti Instagram creati appositamente per le Pmi non sono esattamente un gesto di puro altruismo: ha bisogno di queste aziende per la salute e la vitalità della propria piattaforma.

Come affermato da Justin Osofsky, chief operating officer di Instagram, le realtà aziendali minori sono “la spina dorsale delle comunità locali e i ristoranti sono l’anima dei quartieri”. Questo perché agevolano l’aggregazione e l’interazione online, e di conseguenza il consumo e l’economia:

“Le piccole aziende tendono a riunire le persone e creare comunità. Noi vogliamo fare la nostra parte per aiutarli a restare aperti, rimanere in contatto con i clienti ed essere sempre informati su come affrontare questa crisi.”