L’Agenzia delle entrate ‘chiama’ il governo: “Regole da cambiare”

L'Agenzia delle entrate 'chiama' il governo: "Regole da cambiare nel 2020, per non compromettere la ripresa post virus". L'avvocato Ruffini lo dice al Sole24Ore

L'Agenzia delle entrate 'chiama' il governo:
Ernesto Maria Ruffini

L’Agenzia delle entrate ‘chiama’ il governo: “Regole da cambiare”. “Il vero antivirus per il sistema Paese è salvaguardare la ripresa dell’economia e del lavoro” e l’Agenzia delle Entrate “non può e non vuole mettersi di traverso ma anzi essere volano”, “non può essere e non sarà mai un ostacolo alla ripresa economica del Paese”. Questo sostiene in un’intervista a Il Sole 24 Ore Ernesto Maria Ruffini, il direttore delle Entrate, e dice che le regole ordinarie per il 2020 “vanno ripensate” e che serve “trovare soluzioni diversamente da come le avremmo individuate in un altro momento“, perché si tratta di “evitare che i dipendenti di Agenzia che svolgono un servizio fondamentale debbano andare a notificare atti, magari andando proprio a consegnare un provvedimento punitivo a chi torna a rialzare la saracinesca dopo la crisi“.

L’Agenzia delle entrate ‘chiama’ il governo: “Regole da cambiare”

Ruffini dichiara di voler evitare “il rischio di passare dal lockdown al blackout causato proprio dall’Agenzia. Ferma restando la correttezza di tutta l’attività di recuperare risorse per la collettività, bisogna individuare qual è il tempo per ogni cosa”. Certo, l’attività di recupero “va avanti ed è giusto” ma, per il capo delle Entrate, “occorre capire se ora è il tempo di recuperarla con il rischio di compromettere lo sviluppo dell’economia e di turbare l’andamento dell’attività di impresa in questa fase”. Sicché Ruffini conclude affermando che “non sta certo all’Agenzia la scelta, ma occorre valutare se questo tempo di recupero, come auspico, possa essere spostato in avanti“. E dunque il messaggio è chiaro: qualunque critica e accusa di disfunzionalità, che già stanno piovendo preventivamente, non può investire l’Agenzia. Perché le norme sono norme e, se s’hanno da cambiare, deve deciderlo il governo.