Cottarelli: “La Bce sta stampando moneta, ma non crea ricchezza”

Cottarelli: "La Bce sta stampando moneta, ma non crea ricchezza". L'ex direttore esecutivo del Fmi lo spiega in una intervista al Foglio

Cottarelli: “La Bce sta stampando moneta, ma non crea ricchezza”. In questo momento stiamo stampando denaro, ma non creando necessariamente ricchezza e “anche per il Pepp, il Pandemic emergency purchase programme da 750 miliardi di euro avviato dalla Bce, il programma con meno restrizioni agli acquisti mai messo in campo finora dall’Eurotower, vale seppure applicato con flessibilità il criterio per cui Francoforte deve acquistare titoli di stato dei paesi della zona euro in proporzione alla loro partecipazione al suo capitale”. A spiegarlo è Carlo Cottarelli sul Foglio, osservando che “questo vuol dire che alla fine dell’anno la Bce avrà acquistato 220 miliardi di euro di debito italiano, pari al 12 per cento del pil e che la Banca d’Italia deterrà oltre il 20 per cento del pil italiano“. 

Tutto bene quindi? Sì e no. “Da una parte – va avanti Cottarelli – aumenta la solidità di chi detiene il nostro debito pubblico, dall’altra il rischio è dover iniziare a vendere quando ci sarà una restrizione della politica monetaria. Infatti, anche se il programma Pepp è a oggi limitato alla fine del 2020, in realtà tutti i titoli acquistati che arrivano a scadenza verranno ricomprati“. 

Cottarelli: “La Bce sta stampando moneta, ma non crea ricchezza”

“Stiamo di fatto stampando soldi”, chiarisce l’ex direttore esecutivo del Fmi. Ma il problema, nonostante quello che alcune speculazioni economiche eterodosse sostengono, è che questo non significa che abbiamo anche creato ricchezza. “Se io stampo denaro e lo distribuisco creo potere di acquisto, ma non necessariamente creo crescita, per la quale servono investimenti pubblici e l’aumento della produttività”.