Mercato automobilistico italiano: a marzo vendite in calo dell’86%

Coronavirus: crolla il mercato delle automobili in Italia. Secondo i dati di Federauto nel solo mese di marzo si è registrato un -86% rispetto allo scorso anno.

Documento Unico di Circolazione
(Foto: Pixabay)

E’ un momento particolarmente difficile per l’economia di tutto il mondo. Il Coronavirus sta mettendo in ginocchio diversi settori, almeno momentaneamente, anche nel nostro Paese. Oggi a dare i primi dati negativi è il mercato automobilistico che nel mese di marzo ha registrato un -86% di vendite rispetto all’anno scorso.

“Un crollo rispetto ad un anno fa”

A marzo, stima Federauto – in attesa dei dati ufficiali che saranno diffusi dal ministero dei Trasporti alle 18 – le vendite sono scese dell’86% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un crollo, sottolinea Federauto in una nota ufficiale, legato alla sospensione generalizzata delle attività economiche e alle fortissime limitazioni alla mobilità delle persone che il Governo ha imposto per cercare di limitare la diffusione dei contagi da Covid-19.

“La chiusura dell’Italia – commenta Adolfo De Stefani Cosentino, presidente della federazione dei concessionari auto – ha portato inevitabilmente alla caduta delle immatricolazioni di autoveicoli nuovi e per l’usato la situazione non cambia, determinando un contesto negativo mai vissuto sul mercato automobilistico”.

Mercato automobilistico: a rischio posti di lavoro

“Concretamente – prosegue – c’è da aspettarsi che fra marzo ed aprile il mercato auto possa perdere 350.000 pezzi e un possibile calo del 60% su base annua ove dovessero permanere i provvedimenti attualmente in vigore. Tutto questo è molto preoccupante per la tenuta del sistema occupazionale delle concessionarie: nel 2007-2019, di fronte a un calo del 23,2%, persero il lavoro circa 30.000 addetti.

“È presto per tirare conclusioni – conclude De Stefani Cosentino – perché dobbiamo ancora capire come evolverà la situazione nei prossimi mesi, ma oggi non possiamo essere ottimisti”.