Regione Lombardia, via libera alla cassa integrazione, stanziati 135 milioni

L'annuncio del presidente Fontana: il provvedimento sarà attivo con effetto retroattivo

Fontana
Il Grattacielo Pirelli, sede della Regione Lombardia (Foto: Wikipedia - Autore: egfa72)

L’emergenza Coronavirus spinge tutti noi a importanti sacrifici, ma si tratta di un passo necessario se vogliamo davvero far sì che la situazione possa davvero migliorare. Per chi ne ha l’opportunità è consigliabile portare avanti la propria attività professionale sotto forma di telelavoro, ma questo non è ovviamente possibile per tutti soprattutto per chi ha un esercizio commerciale o deve necessariamente essere presente in azienda. Alcune realtà sono state costrette alla chiusura almeno parziale e questo, inevitabilmente, ha portato a un importante calo del fatturato. Regione Lombardia, consapevole di essere l’area del nostro Paese con il maggior numero di casi, ha deciso così di muoversi in modo tangibile per aiutare i cittadini.

Regione Lombardia scende in campo per superare il momento difficile

“Regione Lombardia ha acquisito il via libera anche dalle Parti Sociali per l’attivazione della cassa integrazione e per la cassa integrazione in deroga a favore della imprese lombarde. Il provvedimento sarà attivo con effetto retroattivo e con uno stanziamento di 135 milioni di euro” – ad annunciarlo è l presidente Attilio Fontana, al termine della ‘Segreteria tecnica del Patto per lo sviluppo’, individuata come task force per la gestione delle misure anti crisi economica da Coronavirus riunita in urgenza, riunitasi oggi a Palazzo Lombardia.

Si punta così a venire incontro alle esigenze del maggior numero di persone. “Il nostro obiettivo – ha dischiarato l’assessore regionale al Lavoro, Istruzione e Formazione, Melania Rizzoli – è quello di estendere a tutti i lavoratori strumenti che garantiscano l’erogazione di indennità sostitutive del reddito che viene a mancare a causa della riduzione delle attività economiche. In altre parole, vogliamo aiutare le imprese a sospendere i rapporti di lavoro anziché procedere con licenziamenti. Riteniamo che solo così si possano contemperare le esigenze delle imprese impegnate a garantirsi la loro stessa sopravvivenza con quelle dei lavoratori di continuare a percepire redditi”.

Il provvedimento avrà effetto pressoché quasi immediato. “Per questo, già prima della stesura del decreto legge originariamente destinato solo alla cosiddetta ‘zona rossa’- ha spiegato il vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala – abbiamo chiesto e ottenuto che la cassa integrazione in deroga fosse riconosciuta fin da subito in tutto il territorio di regione Lombardia”.

“Attraverso l’accordo di stamattina con le Parti Sociali – ha aggiunto l’assessore Rizzoli – intendiamo rendere immediatamente disponibile gli ammortizzatori in deroga con effetto retroattivo al 23 febbraio, in attesa di coordinarlo con i prossimi provvedimenti governativi che ci aspettiamo nelle prossime ore”.

“Oltre all’accordo sugli ammortizzatori in deroga – ha quindi spiegato l’assessore regionale al Bilancio e Finanza, Davide Caparini – con le Parti Sociali abbiamo condiviso anche le proposte che intendiamo avanzare sia in sede di conversione del decreto legge 9/2020, già incardinato al Senato, sia in vista del prossimo provvedimento economico già annunciato dal Governo”.

Attenzione anche alle partite IVA

Oltre all’estensione ad almeno 3 mesi della stessa cassa integrazione in deroga perché un mese è sostanzialmente già prossimo alla scadenza (considerato che il DPCM estende fino al 3 aprile effetti sulla riduzione delle attività economiche), Regione Lombardia “chiede al Governo di stanziare ulteriori risorse rispetto ai 135 milioni che sono i risparmi per la gestione virtuosa della precedente stagione di ammortizzatori in deroga. Inoltre, chiediamo di costruire sistemi universali di sussidi per la riduzione delle attività anche per i titolari di imprese artigiane, micro – imprese e partite IVA”.

“Chiediamo analoghi aiuti – ha concluso l’assessore Fabrizio Sala – anche per le imprese, con criteri oggettivi come la riduzione del fatturato con riferimento alla media del triennio precedente. Abbiamo condiviso anche altre misure per supportare gli evidenti bisogni di liquidità, andando anche oltre la semplice sospensione dei tempi di versamento di contributi, imposte e tasse”. La task force con il partenariato sociale si riunirà ancora in video conferenza mercoledì prossimo, per un costante aggiornamento e per un continuo presidio a sostegno dei lavoratori e delle imprese lombarde