Il Coronavirus sta arricchendo Netflix e tutte le piattaforme “casalinghe”

Restrizioni ai viaggi, telelavoro e più vita casalinga fanno crescere streaming, e-commerce e non solo: Netflix e Amazon ringraziano

Tra i pochi titoli non intaccati dal coronavirus, spiccano Netflix, Amazon e quelli di altre società che offrono servizi di streaming. Il motivo? È molto chiaro secondo la maggioranza degli analisti: godono dei vantaggi di un incremento della vita casalinga imposta dall’epidemia in corso di COVID-19, che proprio in questi giorni sta cominciando ad assumere tratti sempre più estesi.

Le azioni Netflix hanno guadagnato quasi il 6% nel corso degli ultimi 7 giorni, proprio mentre Wall Street chiudeva con uno dei risultati peggiori da qui a nove anni, subendo tutti i timori di recessione globale innescati dal virus. Anche Amazon cresce in Borsa, così come molti colossi del comparto tech: Facebook, Google, Slack e tanti altri titoli.

Le restrizioni ai viaggi imposte in tutto il mondo e uno smart working sempre più diffuso stanno quindi garantendo alle cosiddette realtà casalinghe di proseguire a un ritmo fluido. Un ritmo – sia chiaro – non sostenuto, ma che risulta in netta controtendenza rispetto al mercato attuale. Solo negli ultimi cinque giorni, lo Standard & Poor 500 ha perso più dell’8%, e colossi cinematografici tradizionali come AMC e Cinemark segnano perdite che superano il 15%.

Per contro, operatori di crociere come Carnival, Royal Caribbean e Norwegian stanno facendo registrare crescite sempre maggiori. Diversi analisti hanno parlato di un fenomeno di “nidificazione”, che può ovviamente andare a vantaggio di tutte quelle società in grado di soddisfare i desideri di consumatori domestici.

Ma hanno anche sottolineato come molte altre realtà presenti in Borsa potrebbero diventare “sicuri paradisi” se sfruttassero in maniera abile le potenzialità di telelavoro e collegamenti a distanza. A riguardo la società di investimento MKM Partners ha persino creato un indice appositamente dedicato a quelle società: l’indice Stay at Home. Contiene 33 titoli, tra cui colossi tech come Netflix, Amazon, Facebook e Activision Blizzard, ma anche produttori di attrezzature per la ginnastica casalinga come Peloton o servizi di consegna cibo come GrubHub.

JC O’Hara, coordinatore tecnico di MKM, ha spiegato che è cruciale in un momento simile
analizzare quali titoli potrebbero essere in grado di sostenere al meglio le difficoltà o persino beneficiarne:
“Occorre provare a rispondere alla seguente domanda: quali prodotti/servizi/aziende potrebbero beneficiare di un mondo composto da individui in quarantena? Cosa farebbero le persone se restassero bloccate in casa tutto il giorno?”

Ecco quindi come spiegare la crescita di aziende come Teladoc, assistenza sanitaria virtuale che consente ai pazienti di avviare una video-chat con i medici. Più in generale, tutte le realtà che fanno dell’online uno dei principali sistemi di lavoro potrebbero assistere a una crescita esponenziale della domanda se le paure del coronavirus dovessero intensificarsi.
Telemedicina e assistenza online sono solo due esempi dei vantaggi che Internet può offrire. Altre società che si occupano di consegna cibo, commercio elettronico e servizi di streaming possono far registrare crescite decise in concomitanza con un’epidemia che costringe i consumatori “all’interno”, così come specificato dagli analisti di UBS.

Per lo stesso motivo, tra gli indici USA più attenzionati al momento spicca il Nasdaq Internet Index. Netflix è il titolo più forte, seguono Amazon, Alphabet (casa madre di Google), Facebook e il colosso e-commerce cinese Alibaba. Secondo Dan Salmon, analista di BMO Capital Market, è proprio la “natura casalinga” delle aziende a offrirgli un riparo rispetto al mercato complessivo:

“Netflix è un ovvio beneficiario se il consumo registra una ricollocazione domestica a causa del COVID-19; lo vediamo riflesso anche nei movimenti sul mercato azionario”, ha spiegato Salmon.