Pensionati, allarme Istat: l’11,2% prende meno di 500 euro al mese

Resta inoltre un forte squilibrio di genere: la maggior parte delle donne non riesce a raggiungere quota 1.500 euro al mese, frutto delle differenze nell'attività lavorativa

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Tanti pensionati italiani si trovano in una situazione di forte difficoltà (Foto: Pixabay)

Reddito di cittadinanza e bonus di 80 euro in busta paga sono state due tra le misure più discusse negli ultimi anni, introdotte per aiutare chi fatica a trovare un lavoro, ma anche chi un impiego ce l’ha e percepisce uno stipendio non troppo elevato. In questo quadro però sono rimasti esclusi i pensionati, una categoria che merita quanto mai bisogno di attenzione: sono in tanti, infatti, gli anziani che percepiscono guadagni bassissimi e chi si ritrovano a faticare in maniera estrema per arrivare a fine mese e gestire le spese quotidiane.

A lanciare l’allarme sulla situazione è l’Istat: l’11,2% non arriva nemmeno a superare i 500 euro lordi al mese mentre più di uno su tre riceve un assegno inferiore ai 1000 euro.

Numeri allarmanti

Le statistiche ci danno sempre un’idea più precisa in merito al quadro di una situazione e anche nel caso dell’ultimo riscontro Istat sulla situazione dei pensionati italiani non si fa eccezione. Il problema merita un’attenzione particolare, proprio perché coinvolge tantissime persone: nel 2018 si contano 16 milioni di pensionati, ma l’11,2% non supera i 500 euro lordi al mese mentre più di uno su tre riceve un assegno inferiore ai 1000 euro. Quasi un pensionato su quattro, invece, si colloca nella fascia di reddito superiore ai 2.000 euro.

Il problema coinvolge in modo particolare le donne: la maggior parte di loro non riesce ad arrivare nemmeno a un guadagno mensile di 1.500 euro. E per chi vive da sola la situazione si fa davvero allarmante. Sopra i 3000 euro ci sono invece 266 pensionati maschi ogni 100 donne.

Un gap di genere da non sottovalutare

A più riprese sono stati lanciati appelli sulle difficoltà che molte donne si trovano a dover sopportare nell’attività lavorativa, non solo quando decidono di avere un figlio. Troppo spesso, infatti, si registrano differenze di stipendio non da poco tra un uomo e una donna. E finché non si troverà una risoluzione al problema, questo si rifletterà anche sulle pensioni.

L’Istat punta il dito su questo aspetto: ” o svantaggio nel trattamento previdenziale per le donne deriva dal differenziale salariale dovuto a carriere contributive più brevi e a una minore partecipazione al mercato del lavoro». Le donne sono titolari del 44,3% delle pensioni di vecchiaia, del 45,8% delle invalidità previdenziali e del 26,5% delle rendite per infortunio sul lavoro.

Non mancano, però, come capita in molti altri ambiti, anche differenze legate al territorio in cui si vive. Più del 50% della spesa complessiva è erogata a residenti al Nord, soprattutto come beneficiari di pensioni, poi ci sono i residenti nel mezzogiorno (27,8%) e nel Centro (21,1%).