Ex Ilva, firmato accordo di base tra ArcelorMittal e commissari

Alessandro Danovi, commissario straordinario dell'Ilva, ha commentato la firma di un'intesa non vincolante con ArcelorMittal.

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Alessandro Danovi, commissario straordinario dell’Ilva, ha commentato la firma di un’intesa non vincolante con ArcelorMittal. “Abbiamo firmato un preaccordo su cui abbiamo lavorato tutta la notte. E un accordo nell’interesse del Paese, dei creditori e dei lavoratori”. Anche il legale di ArcelorMittal ha annunciato l’intesa in extremis:Abbiamo raggiunto un accordo di base. Indica le base per la negoziazione che si svolgerà fino al termine massimo del 31 gennaio con lo scopo di raggiungere un accordo vincolante”

Ex Ilva, firmato accordo di base tra ArcelorMittal e commissari

Come riporta l’agenzia di stampa Adnkronos, l’accordo si limita ad indicare le basi della futura negoziazione che si svolgerà fino al termine massimo del 31 gennaio. A questo proposito una fonte ha dichiarato che “è un accordo di quattro pagine in inglese che serve per avviare un confronto sul piano industriale”.

Intanto ArcelorMittal in una nota ha scritto: “AM.InvestCo ha firmato un accordo non vincolante con i Commissari Ilva nominati dal Governo che costituisce la base per continuare le trattative riguardanti un piano industriale per Ilva. Incluso un investimento azionario da parte di un ente partecipato dal Governo. Il nuovo piano industriale prevede investimenti in tecnologia verde da realizzarsi anche attraverso una nuova società finanziata da investitori pubblici e privati”

Il commento dei sindacati

La notizia del è stata commentata dai sindacati, ai quali non è andata giù: “E un atto grave. Non si può decidere senza coinvolgere i lavoratori”, ha detto sempre all’Adnkronos il leader Uilm, Rocco Palombella. “Così la trattativa parte in salita e sarà difficile da realizzare entro i tempi previsti da Commissari e Mittal”.

Il leader di Fiom invece afferma: “Non siamo disponibili ad una trattativa a tempo. Ancor più se sul tavolo c’è la spada di Damocle dei licenziamenti. Un negoziato non si avvia con una data di ‘scadenza’, è solo il contenuto dell’accordo a definire la fine di una trattativa. E il tema del negoziato, per noi, è zero esuberi. Se A.Mittal e governo avessero concordato qualcosa di diverso allora se ne dovranno assumere la responsabilità”.

Mentre Marco Bentivogli, leader Fim, dichiara: “Siamo sempre disponibili al confronto. Ma in un mese ribaltare gli assunti di queste premesse che non vanno, ci sembra un’operazione tutta in salita. Per noi resta inoltre confermato il rifiuto di un piano industriale che contenga esuberi. Quelle di oggi infatti ci sembrano solo linee guida molto simili a quel piano industriale già presentato dal ministro Patuanelli nell’ultimo incontro al Mise e su cui abbiamo dato un giudizio negativo”.

“Sconcertata dall’atteggiamento del governo” comunica l’Unione Sindacale di Base, che ricorda come l’esecutivo “in prima istanza aveva rifiutato di trattare sul ricatto di ArcelorMittal e oggi invece si arrende alle vergognose pretese della multinazionale, a partire dalle migliaia di esuberi richiesti”.

Infine è intervenuto il Segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera. “Non è in alcun modo accettabile che si tenti di tenere fuori dalla trattativa il sindacato il quale, forse è bene ricordare, è parte integrante degli accordi assunti fino ad oggi. E questo premesso che va bene l’impegno del Governo nella vertenza ex Ilva con l’individuazione dei nuovi investitori e il via libera a tecnologie verdi per la nuova società”.

Redazione CiSiamo
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