Banca popolare di Bari, chi non vide il buco è stato promosso

Per salvare la Banca popolare di Bari, in perdita netta di 73 milioni di euro, interverrà lo Stato, così come è si è deciso ieri, domenica 15 dicembre. Il senatore del Movimeto 5 stelle Paragone però ha fatto notare come tutti i dirigenti siano stati promossi.

Popolare di Bari, vertici promossi
Popolare di Bari, vertici promossi

Per salvare la Banca popolare di Bari, in perdita netta di 73 milioni di euro, interverrà lo Stato, così come è si è deciso ieri, domenica 15 dicembre. Sulla questione è intervenuto il senatore del Movimento 5 stelle, Giaunlugi Paragone. “Salvare i risparmiatori? – si domanda ironico facendo riferimento a una frase di Giuseppe Conte –. Il governo sta zitto e il presidente del Consiglio va a cena con il governatore di Bankitalia.

Banca popolare di Bari, chi non vide il buco è stato promosso

In un video postato sul suo profilo Facebook, Gianluigi Paragone ha spiegato come la questione della Banca popolare di Bari sia diventata problematica in seguito all’acquisto della TerCas, la cassa di risparmio di Teramo. I vertici di Bankitalia hanno approvato l’acquisto, sottovalutando le perdite della cassa di risparmio e affidando il nuovo polo bancario alla famiglia Jacobini, storica della popolare di Bari. Questo, “è il primo errore di Bankitalia”.

A questo punto vengono effettuate diverse ispezioni. La prima risale al 2016/2017 e la secondo avviene nel 2019. Bankitalia, in ambedue i controlli, rileva criticità. E qui fa, secondo Paragone, il secondo errore, dato che “le cose non andavano bene per niente”.

La verità– continua il senatore – è che il governo sta zitto sui nomi e il presidente del Consiglio va a pranzo e cena con il governatore di Bankitalia. In seguito Paragone fa nomi e cognomi degli uomini responsabili di non essersi accorti del buco. C’è Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, che resta al suo posto nonostante “abbia visto fallire la metà delle banche”. C’è Salvatore Rossi, fondamentale per guidare la fusione con TerCas, che è stato nominato presidente di Tim. Poi c’è Fabio Panette, direttore generale di via Nazionale, il quale potrebbe entrate nella Bce come membro effettivo. Carmelo Barbagallo, al contrario, ex capo della Vigilanza di Bankitalia, è passato alla guida dell’Autorità di informazione finanziaria del Vaticano. Infine c’è Lanfranco Suardo, che guidava le ispezioni su Bari ed è stato promosso a novembre. “Alla fine nessuno paga”, conclude Paragone.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.