Colf e badanti: senza flussi migratori i regolari sono crollati

Un report di Assindatcolf mette in luce un problema che riguarda colf e badanti il cui numero è crollato se si guarda ai regolari

Colf e badanti regolari sono diminuti: questa la denuncia del vicepresidente Assindatcolf, Andrea Zini, riportata da Repubblica. “Ripristinare i flussi di ingresso per i migranti che arrivano in Italia per svolgere il lavoro di caregiver e badanti”, chiede allora Zini.

Il problema di colf e badanti regolari

Perché, spiega mostrando i numeri, il problema è di lunga data, e inizia nel 2012. Infatti da quando non c’è più stata una progettazione dei flussi migratori, il numero dei lavoratori domestici è calato. O peggio ancora, molti ricorrono alle soluzioni di lavoro “in nero”.

E in un Paese come l’Italia, che continua ad invecchiare, sono una forza lavoro indispensabile, che però viene penalizzata visto che da anni mancano quote dedicate agli ingressi dei lavoratori stranieri “stabili” nei “decreti flussi”. Guardando le cifre, si scopre poi che i lavoratori domestici impiegati regolarmente contribusicono al Pil per il 9%, con contributi che valgono 25 miliardi di euro. Si tratta di una cifra ben superiore a quella che lo Stato deve sostenere facendosene carico, sottolinea ancora Repubblica.

I numeri

Dal 2012 si sono persi circa 210mila posti di lavoro per badanti e colf regolari. E la colpa, sottolinea ancora Andrea Zini, è anche dello Stato, che “non ha saputo riformare il welfare familiare e valorizzare questa forza lavoro, contribuendo al contempo al dilagare del lavoro ‘nero’ o ‘grigio’ che nel settore ha percentuali altissime”. Una percentuale stimata che sfiora i 6 impiegati su 10, quasi 1,2 milioni di lavoratori.

Il problema è che dal 2011 l’Italia ha bloccato i canali di ingresso legali per gli stranieri che vorrebbero stabilirsi in Italia per lavoro. E l’unica soluzione, per loro, è arrivate in Italia per altri canali, come quello dei richiedenti asilo anche se non ne hanno i requisiti. Conseguenza di tutto questo è che il mercato del lavoro rimane scoperto per mansioni molto richieste come quelle di badanti e colf, ma allo stesso tempo aumentano i lavoratori in nero. E se aumentano i lavoratori in nero i problemi per lo stato aumentano, sia dal punto della gestione fiscale sia di quella sociale degli immigrati. Mentre la loro forza lavoro potrebbe invece essere una risorsa per lo Stato.

Le richieste di Assindatcolf

La richiesta dell’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico è dunque che si ritorni a programmare i flussi. Che ci siano “quote dedicate a reali nuovi ingressi di lavoratori non stagionali, e modificando anche il sistema di rilevazione del fabbisogno”.

Redazione CiSiamo
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