Ex Ilva, trattativa ferma: Conte studia un “piano B”

La trattativa con ArcelorMittal sull'ex Ilva è ferma, e Giuseppe Conte corre ai ripari pensando ad un piano B che possa savare l'acciaieria

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Un piano B per salvare l’ex Ilva: è questo il grattacapo di Giuseppe Conte, mentre da ArcelorMittal non arrivano segnali confortanti. Per la verità, di segnali non ne arrivano proprio, visto che da parte del patron Lakshimi Mittal non giunge altro che silenzio. E nel governo ci si chiede se voglia ancora intavolare una trattativa o se invece la decisione di abbandonare l’ex Ilva sia irrevocabile.

Quindi sì, il “recesso” del contratto sarà anche “infondato”, ma è bene correre ai ripari. Così ecco farsi strada l’ipotesi del commissariamento dell’ex Ilva, con un prestito ponte da 700-800 milioni e una nuova gara d’appaltop con capofila la Cassa depositi e prestiti.

Cosa è disposto ad accettare il governo

Inoltre il premier si è convinto di poter accettare fino a 2500 esuberi, cercando però al contempo di inserire nella legge di bilancio un “Fondo pluriennale per il sostegno ai lavoratori”, per tutelare i lavoratori in esubero. Insieme, potrebbe fare uno sconto sull’affitto a ArcelorMittal, e reinserire lo scudo penale. Queste le misure che il governo potrebbe mettere in campo per invitare il colosso franco-indiano a ripensarci.
 

Redazione CiSiamo
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