Plastic tax e fondi scuola: liti nel governo sulla manovra economica 2020

E' lite nel governo su plastic tax e fondi alla scuola, nell'ambito della manovra economica 2020, mentre Giuseppe Conte cerca di aprire al confronto

Giuseppe Conte (foto Afp)
Giuseppe Conte (foto Afp)

Plastic tax e fondi scuola: son due dei nodi della manovra economica 2020 su cui la maggioranza non è concorde, mentre Giuseppe Conte cerca di salvare i proverbiali “capra e cavoli” aprendo al dialogo con i sindacati.

Plastic tax: il confronto con le aziende

In particolare, il premier ha chiarito ai produttori di plastica che la tassa non è pensata con un intento punitivo, quanto con quello di dare una svolta green all’economia. Così palazzo Chigi
apre alle aziende e agli esperti del settore, con l’obiettivodi rendere meno pesante la nuova plastic tax. La quale, prevede il prelievo di 1 euro al kg per i prodotti inquinanti e monouso. Da parte loro, le aziende della Packing Valley emiliana, che dà lavoro a 17mila persone denuncia un aumento del 110% delle materie prime. La soluzione, piuttosto, è quella di fornire incentivi alla conversione della produzione di bioplastiche.

I fondi per la scuola

E di proverbiali “capre e cavoli” che Conte deve cercare di tenere sotto controllo ce ne sono parecchi altri, che la manovra economica 2020 scontenta. Tra gli autostrasportatori che chiedono di fare marcia indietro sui tagli alle agevolazioni sul gasolio, e i concessionari di giochi, preoccupati, c’è anche il comparto scuola. Per il quale il Ministro Lorenzo Fioramonti invoca più fondi. Lui, per la verità, il modo di rimpiguare le casse del Ministero lo aveva anche trovato, con le tasse sugli zuccheri e merendine. Ma l’idea della sugar tax, entrata nella manovra ha visto le risorse venire destinate ad altro. Però, dal 2021 al 2034 i Comuni avranno a disposizione 2,5 miliardi di euro per costruire nuovi spazi per i bambini da 0 a 2 anni. e in più, si rafforzano i fondi per permettere alle famiglie di pagare le rette.