Decreto scuola, Mattarella firma: i prossimi passaggi del “salva-precari bis”

Il Decreto scuola prende piede con il "salva-precari bis" al proprio interno. Sergio Mattarella ha firmato: adesso si attende la pubblicazione in Gazzetta.

Il decreto scuola è stato firmato martedì 29 ottobre 2019 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I ritardi della firma, sul cosiddetto “salva precari bis“, approvato lo scorso 11 ottobre, sono stati dovuti dall’inserimento nel concorso dei precari di terza fascia delle scuole paritarie.

Decreto scuola, l’annuncio del Quirinale

Sul sito del Quirinale sono state annunciate le «misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti». Si attende, adesso, la pubblicazione del decreto legge sulla Gazzetta Ufficiale. Da ora in poi, quindi, mancherà soltanto l’ultimo passaggio da decreto legge a legge effettiva. Ciò sarà possibile a partire dai sessanta giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta che è avvenuto nella tarda serata di mercoledì 30 ottobre 2019: ecco il link.

Cosa è cambiato dalla prima versione del “salva-precari bis”

Numerose polemiche hanno inizialmente preso piede in quanto non erano stati inseriti i docenti precari che insegnano nelle scuole paritarie. Una forma di discriminazione che sarebbe stata oggetto di una marea di possibili ricorsi amministrativi: da qui la decisione di introdurli nel decreto. Il Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha quindi scelto di far entrare nel “concorsone” chi insegna nelle scuole paritarie come soggetti candidati per poter entrare nel mondo della scuola.

I precari della terza fascia delle scuole paritarie, quindi, entreranno anch’essi (previo requisiti). Potranno accedere alla prova straordinaria soltanto se in possesso dei tre anni di insegnamenti su otto: non rientreranno comunque nei 24mila. In poche parole non potranno beneficiare delle cattedre a settembre 2020 ma saranno abilitati all’insegnamento qualora superino la prova scritta con un voto pari o superiore a 7/10. Da qui, di conseguenza, saranno inseriti nella seconda fascia.

Un’altra questione inserita nel decreto scuola

Altra grana da risolvere è quella del concorso per Dsga (Direttori dei servizi generali e amministrativi). Il decreto, che inizialmente prevedeva la stabilizzazione dei “facenti funzione”, ovvero personale promosso ma senza il curriculum adeguato, era stato deciso con l’idea di dare un supporto per il funzionamento degli istituti. Ora, invece, tutto è cambiato e i cosiddetti “facenti funzione” rimarranno ai loro posti. I sindacati non mollano però la presa e sono pronti a dare battaglia. Possibili nuovi scioperi ed eventuali dimissioni dalla carica disposta dagli attuali “facenti funzione“.

Tutte le misure inserite nel Decreto “salva-precari bis”

  • concorso straordinario per la scuola secondaria di secondo grado;
  • concorso ordinario che sarà indetto contestualmente con quello straordinario;
  • revisione per le procedure riguardanti assegnazione lavoratori delle pulizie;
  • revisione su alcune modalità del reclutamento dirigenti scolastici;
  • esclusioni dei dirigenti scolastici e personale Ata dalla rilevazione mediante impronte digitali;
  • concorso per facenti funzione (Dsga);
  • concorso dirigenti tecnici del Ministero dell’Istruzione, dell’Università della Ricerca;
  • proroga graduatorie del 2016, procedura di assunzione dei vincitori dei concorsi del 2016 e del 2018: tutto questo a partire dall’anno scolastico 2020/2021.