Manovra economica 2020: su Quota 100 alta tensione

Alta tensione nel governo sulla manovra economica 2020, soprattutto per quanto riguarda i nodi di Quota 100 e cuneo fiscale

Legge di bilancio, lotta all'evasione
Legge di bilancio

Quota 100 ma non solo, a creare tensione al governo sulla manovra economica 2020. Tabto da far slittare il Cdm previsto per il 14 ottobre. Ma intanto il tempo è sempre più stretto, perché la manovra deve essere approvata entro la mezzanotte, che è il limite ultimo per trasmetterla all’Ue.

E mentre tra i partiti si litiga giocando a scaricabarile su chi abbia fatto saltare l’incontro, il presidente Conte spiega: “Sono giorni febbrili”. E sottolinea anche: “La manovra non deve accontentare qualche forza politica in particolare o qualche blocco sociale. Noi lavoriamo nell’interesse di tutti. Questo governo ha un progetto unitario che guarda all’intera Italia”. Su Quota 100stiamo lavorando a possibili modifiche“, dice, ma aasicura anche: “l’Iva non verrà rimodulata, abbiamo trovato risorse aggiuntive”.

Il problema di Quota 100 nella manovra economica 2020

Ma intanto gli alleati di governo litigano come cane e gatto. Con il Pd che vorrebbe inserire nella Legge di Bilancio la cancellazione retroattiva della detraibilità del 19% sull’Irpef e la volontà di rivedere Quota 100. E dall’altra parte, il M5S che si oppone con forza. A esprimere l’opinione del Movimento ci pensa Luigi Di Maio che dice: “In questa cornice, è evidente che l’esecutivo non potrebbe mai sostenere un aumento delle tasse e men che meno un altro colpo ai pensionati con l’abrogazione di Quota 100. Non è neanche immaginabile mettere i pensionati contro i lavoratori, sostenendo che bisognerebbe creare esodati per ridurre il cuneo fiscale. Abbiamo la responsabilità di unire il paese e non di dividerlo”. Dal Pd però protestano: “Basta fake news, il Pd non ha mai proposto l’abrogazione di Quota 100 ma semplicemente detto che alcune finestre di rinvio possono servire per evitare l’aumento dell’Iva”.

Terreno di scontro aperto è anche il taglio del cuneo alle imprese. I Cinquestelle vorrebberlo non solo introdurlo, ma anche aumentarlo per creare nuovi posti di lavoro. E a chiarire la posizione dem è stato un tweet di Dario Franceschini, che spiega: “Per noi irrinunciabile l’aumento degli stipendi grazie alla riduzione delle tasse. Poi niente aumento Iva, eliminazione superticket, asili nido gratuiti, fondo famiglie, piano casa, lotta all’evasione, più investimenti dei comuni, green economy. Le idee Pd sono nella legge di bilancio”.