Decreto crescita, testo approvato in Senato: via libera definitivo

Il Senato ha approvato il testo del decreto crescita con 158 voti a favore, 104 voti contrari e 15 astenuti. Il provvedimento, dunque, diventa legge.

Il Senato ha approvato il testo del decreto crescita con 158 voti a favore, 104 voti contrari e 15 astenuti. Il provvedimento, dunque, diventa legge. Il testo aveva ottenuto, venerdì 21 giugno, il primo via libera da parte della Camera. In quella occasione i voti a favore furono 270, mentre tra i banchi dell’opposizione si registrarono molte assenze.

Decreto crescita

Tanti i punti che faranno discutere nel giorni a seguire. Il provvedimento prevede infatti, come riporta Repubblica, lo scivolo di 5 anni per chi vorrà andare in pensione, il salvataggio di Roma grazie a un intervento dello Stato. Il decreto prevede inoltre la riapertura dei termini per aderire alla rottamazione delle cartelle inviate dal fisco e del saldo e stralcio. In questo caso, la nuova scadenza fissata al 31 luglio 2019. Per finire, il decreto prevede l’estensione dell’accesso al fondo per il credito anche alle imprese in concordato preventivo.

L’intervento di Matteo Renzi

Da segnalare l’intervento in aula, durante la discussione, dell’ex Premier Matteo Renzi, il quale ha dichiarato il voto contrario del Partito democratico: “In questa fase in cui il mondo va verso l’intelligenza artificiale, voi scegliete la strada della stupidità naturale. Per questo voteremo no al decreto. Voi avete detto no alla crescita e l’Italia pagherà il conto della vostra cialtronaggine”.

Un intervento che non ha mancato di sollevare molte contestazioni, soprattutto tra i banchi dei 5 stelle. Il  vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, infatti, ha richiamato il “senatore Giarrusso e soci”.

Soddisfazione dei 5 stelle

Il Movimento 5 stelle ha espresso invece tutta la sua soddisfazione nei confronti del provvedimento: “Portiamo a casa un pacchetto sostanzioso di misure mirate per imprese e professionisti. Dalla deducibilità Imu sui beni strumentali al super-ammortamento, fino al taglio progressivo dell’Ires, gli imprenditori italiani potranno da subito contare su una serie di sostegni che daranno una “spinta” alla produttività”. Parole a cui ha replicato il presidente del Senato Pd Andrea Marcucci: “Il governo perde la maggioranza in Senato, sul Dl crescita votano si in 158, esattamente 13 in meno rispetto alla prima fiducia a Conte. L’incompetenza e l’arroganza non pagano”.

Infine, da Osaka, è intervenuto anche il Premier Giuseppe Conte con un post su Twitter: “L’approvazione del Decreto Crescita è il segnale di un Paese che fa sistema e rilancia l’economia. Agevolazioni fiscali per le imprese, promozione degli investimenti privati, tutela del made in Italy: il Governo è con i cittadini per continuare a crescere. Insieme”.