Legge sul libro, tetto massimo del 5% per gli sconti: di cosa si tratta

Proposta di legge sul libro con tanto di limitazione per gli sconti. Un aiuto alle librerie per porre freno allo strapotere del commercio online.

Legge sul libro, cosa prevede la proposta
Legge sul libro, cosa prevede la proposta

Una legge sul libro per tentare di smuovere le acque e invogliare i lettori nel comprare i testi. La forza della lettura e il contrasto alla differenziazione di prezzo tra la vendita online e quella in libreria. Venerdì 21 giugno, infatti, la commissione “Cultura” ha presentato il testo della legge sul libro.

Legge del libro, cosa prevede la proposta

La proposta di legge, con tanto di tredici articoli, è indirizzata nel sostenere la lettura con l’intento di promuovere la conoscenza e formare le nuove generazioni. L’intento è quello di limitare gli sconti sui libri dal 15% all’attuale tetto massimo fissato al 5%. Il sostegno è rivolto alle librerie fisiche che si sentono penalizzate dalle piattaforme come Amazon. Il provvedimento è giunto dal Partito Democratico e da alcuni deputati del Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e Forza Italia. L’obiettivo è votare gli emendamenti nei prossimi giorni sperando di portare la proposta alla Camera entro la metà di luglio.

Sconti sui libri, il tetto massimo

Si vuol porre una modifica alla leggi “Levi” (128/2011) passando dal 15% al 5% come limite massimo per l’applicazione dello sconto di un libro venduto tramite Internet o per mezzo postale. Resterà il 15% soltanto per i testi adottati dalle istituzioni scolastiche. Inoltre, per un mese l’anno, ogni marchio potrà offrire uno scontro sul prezzo dei libri fino al 20%. Da questo provvedimento, però, sarebbero esclusi i titoli pubblicati nei sei mesi antecedenti rispetto al momento della promozione. Soltanto in quel caso, infatti, le librerie potranno adottare lo sconto del 15%.

La capitale italiana del libro

Per la cosiddetta povertà educativa è stata proposta una carta elettronica per le librerie. Essa potrebbe essere sovvenzionata da un fondo del valore di un milione di euro che sarebbe rilasciata soltanto a partire dal 2020. Al momento non sono stabiliti i criteri per potervi accedere.

Il testo base prevede un piano d’azione con lo stanziamento di 3,5 milioni di euro annui. Ogni anno sarà possibile, in caso di approvazione, un patto locale per la lettura. In questo si potrebbero coinvolgere scuole, biblioteche oltre che soggetti pubblici e privati. Ogni dodici mesi, invece, sarebbe assegnata una “capitale italiana del libro“. La vincitrice del riconoscimento riceverà dei finanziamenti per 500mila euro annui.