Autostrada, cambiano le regole di calcolo dei pedaggi

Cambiano le regole di calcolo dei pedaggi in autostrada grazie ad una disposizione dell'Autorità di regolazione dei trasporti

Autostrada, i pedaggi cambiano
Autostrada, i pedaggi cambiano

Cambiano le regole per il calcolo delle tariffe dei pedaggi in autostrada. Infatti, l’ART, l’Autorità di regolazione dei trasporti ha dato il via libera ad un nuovo sistema tariffario che dovrebbe essere più equo e trasparente per i viaggiatori. E come sottolinea Today, “l’ipotesi di un calo dei pedaggi nel futuro non è campata per aria”.

La situazione attuale dei pedaggi in autostrada

Fino ad ora le tariffe in autostrada erano definiti da 6 diversi sitemi tariffari, in aggiornamento annuale. Ma con la nuova legislazione in merito, invece, si dirà addio a tutto questo grazie alle delibere dell’ART su 16 concessionarie con Piani economico-finanziari scaduti da anni.

Dati alla mano, se si confrontano le tariffe italiane dei pedaggi in autostrada con quelle del resto d’Europa ci si accorge come quelle nostrane siano inferiori. E questo, “a fronte di maggiori investimenti dei maggiori investimenti per ammodernare la rete autostradale, costruita per la maggior parte negli anni ‘50 e ‘60”, rileva Aiscat.

Il confronto sui pedaggi con gli altri Paesi europei

Un po’ di numeri riguardo al costo medio per chilometro pagato dagli automobilisti: sulla rete Aspi c’è un valore di 8,18 centesimi contro gli 8,37 del Portogallo, gli 8,73 della Francia, fino ai 16,02 della M6 britannica. E lo stesso divario vale anche per i mezzi pesanti con 14,51 centesimi al km (13,19 per Aspi) contro i 14,73 della Germania i 20,92 del Portogallo, i 26,40 della Francia e addirittura 37,67 in Austria sulla rete Asfinag. Queste tariffe sono, appunto, il frutto di 6 diversi sistemi tariffri, che vengono aggiornati annualmente.

Le novità sui pedaggi in autostrada varate dall’ART

Proprio su questa situazione si innestano le novità varate dall’ART. Per quanto riguarda le concessioni in essere il sistema tariffario, c’è la conferma dei criteri ed i parametri del modello già applicato per alcune concessioni autostradali scadute e da riaffidare, come la A22 Autobrennero e la A4 Autovie Venete. Il sistema definito dall’Autorità, spiega l’AdnKronos, “è basato sul metodo del ‘price-cap’, con determinazione dell’indicatore di produttività a cadenza quinquennale e punta a definire obiettivi di maggiore efficienza dei costi operativi, secondo parametri di “performance”, basati sul confronto competitivo con le migliori pratiche del settore”.

E per quanto riguarda i costi per gli investimenti da realizzare, “l’Autorità riconosce una remunerazione sul capitale investito (WACC) pari al 7,09% mentre per le opere già “cantierate” continuerà ad essere applicato il “TIR-tasso interno di rendimento” previsto dal sistema tariffario previgente”. Inoltre, il nuovo sistema varato da ART prevede ancheverifiche annuali sull’effettiva realizzazione degli investimenti programmati, con la possibilità di diminuzioni del pedaggio in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi.“

Cosa cambierà in concreto

Finora i sistemi tariffari non consentivano di distinguere la quota di remunerazione legata all’attività di costruzione da quella derivante dall’attività di gestione. Quindi non si potevano calibrare in modo mirato gli adeguamenti dei pedaggi, incentivando il concessionario all’efficienza della gestione e alla rapida realizzazione degli investimenti”, ricorda il Ministro dei Trasporti DaniloToninelli. Ma da ora, invece, la tariffa da pagare al casello in autostrada avrà una componente legata agli investimenti, che sarà distinta da quella definita dai costi di gestione. In pratica, spiega ancora il Ministro, “sul fronte della gestione, il pedaggio vedrà applicare un indicatore di produttività che sarà fondamentale per raggiungere una cosiddetta ‘frontiera di efficienza'”.

Le proteste di Aiscat

Ma le novità di ART non sono piaciute ad Aiscat. Che ha pubblicato un nota in cui rende note le sue preoccupazioni ed esprime la sua opposizione alla delibera. Per Aiscat si tratta dell’esito “di una consultazione meramente formale nella quale è stato chiesto ai concessionari di riempire un formulario con proprie osservazioni, senza possibilità (nonostante le nostre richieste) di un reale confronto, peraltro dovuto trattandosi di modifiche unilaterali a contratti di durata”. Infatti, sottolinea l’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori, la consultazione “e soprattutto gli esiti della procedura stessa vìolano i più basilari principi giuridici della certezza dei contratti e delle regole stabiliti sia a livello comunitario che nazionale, indebolendo fortemente l’immagine di affidabilità del sistema Italia”.

La risposta del Governo

Di parere opposto il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, secondo cui “siamo di fronte all’inizio della rivoluzione che avevamo promesso sin dal nostro insediamento”. Per il Ministro, “se Aiscat oggi attacca così, vuol dire che siamo sulla strada giusta”. “Qui non si tratta di bloccare chi fa davvero gli investimenti e merita il giusto profitto”, spiega. “Si tratta solo di non ingrassare più chi gli investimenti li promette senza farli, con ripercussioni a volte gravissime per la sicurezza di chi viaggia. Sblocchiamo i lavori e fermiamo le mangiatoie”.

Redazione CiSiamo
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