Giuseppe Conte a Bruxelles: “I conti italiani vanno meglio del previsto”

Giuseppe Conte e il Governo italiano hanno pronta la risposta a Bruxelles in merito alla procedura di infrazione avviata dall'Unione europea.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Giuseppe Conte e il Governo italiano hanno pronta la risposta a Bruxelles in merito alla procedura di infrazione avviata dall’Unione europea. Sembrerebbe, infatti, che i conti italiani siano andati meglio del previsto. Il deficit previsto per il 2019 è pari al 2,1% del Pil, anziché al 2,5% come ha previsto la Commissione Europea. “C’è un binario tecnico che va avanti – ha detto Conte -. Ieri abbiamo deliberato per rendere operativo il congelamento già previsto di 2 mld. Completeremo mercoledì prossimo, con il Consiglio dei ministri: faremo l’assestamento per certificare come i conti vadano meglio del previsto. “Potremo certificare che saremo intorno al 2,1%, non al 2,5% come prescrive e prevede la Commissione Europea”, aggiunge Conte. “Non serve dire ‘non rispettiamo queste regole, non ce le applicate’. Fino a quando non le cambiamo, sono queste”.

Giuseppe Conte sulla procedura di infrazione

Conte è intervenuto parlando anche dello spread: “Cali fa piacere, perché favorisce l’intero nostro sistema economico. Avere lo spread alto non ci agevola. Ma la procedura non è collegata al livello dello spread”.

Poi, in una dichiarazione a margine del Consiglio Europeo, Conte ha comunicato: “Oggi vedo ricostruzioni molto fantasiose sui giornali. Con la Lega ci sarebbero dissapori: vorrei sottolineare che con Salvini e Di Maio siamo entrati in riunione ieri mattina alle 8 per la riunione economica e ci siamo lasciati ieri sera a mezzanotte. Mai avuto diverbi o contrasti. Abbiamo posto le basi per l’assestamento di bilancio e per le riforme sulla giustizia quanto al bilancio ieri abbiamo assunto in Consiglio dei ministri la delibera preliminare sul congelamento già programmato dei 2 miliardi e mercoledì prossimo completeremo con l’assestamento definitivo. Non tagliamo nuove risorse semplicemente certifichiamo in un documento ufficiale i risparmi di spesa e le maggiori entrate e rendiamo definitivo il congelamento già programmato dei 2 miliardi”.

Infine il premier non manca di togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti dei giornalisti: “Qualche giornalista oggi scrive che sarei venuto a Bruxelles con le mani vuote. Io rappresento un Paese del G7, il terzo Paese dell’Eurozona, la seconda azienda manifatturiera d’Europa: come si può pensare che io venga a mani vuote? Io rappresento tutte le migliaia di realtà imprenditoriali italiani che esportano in tutto il mondo con punte di assoluta eccellenza”.