Decreto salva banche, la proposta di M5S e Lega

Il Movimento 5 Stelle e la Lega si muovono per il decreto "salva banche" che vuole tutelare gli istituti di credito del Meridione.

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Prenderà piede con l’approvazione, in programma alla fine del mese di giugno, del decreto salva banche. Movimento 5 Stelle e Lega, che guidano il Governo, hanno dato vita a un emendamento che è stato commentato dall’esponente del Carroccio, Giulio Centemero, in qualità di relatore all’interno delle commissioni “Finanze e Bilancio” alla Camera. «Ci sono istituti di credito in crisi che potrebbero andare in default o avere capitale insufficiente. Interveniamo su situazioni urgenti».

Decreto salva banche, cosa prevede la norma

L’emendamento ha lo scopo di aiutare le banche del Meridione. A tal proposito sono previsti sconti fiscali in cambio di fusioni e aggregazioni tra i vari istituti. La norma è stata studiata, secondo quanto riportato da “la Repubblica”, anche per la Banca Popolare di Bari. L’istituto di credito perse nel 2018 qualcosa come 400 milioni di euro. La norma prevede che le banche del Meridione possano fondersi ottenendo uno sconto massimo di 500 milioni di euro. La nuova società, di fatto, potrebbe beneficiare dei crediti di imposta per ottenere gli sconti fiscali. A tal proposito, le banche dovranno versare un canone annuo pari all’1,5% e potranno utilizzare 1/4 della cifra annua.

Il dl Crescita prevede infatti un “credito di imposta” che arriva a toccare i 500 milioni di euro per tutte quelle banche che parteciperanno all’aggregazione. Il decreto è rivolto agli istituti di Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Quali sono le banche interessate

Tra gli istituti, citati da “Corriere della Sera” e anche da “la Repubblica”, vi sono la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, la Banca Popolare Pugliese, la Popolare Vesuviana e quella del Mediterraneo. Dal Governo, inoltre, fanno sapere che il procedimento non prenderà in esame soltanto gli istituti bancari. Tutto ciò, infatti, potrà essere utilizzato anche dalle imprese attive nel ramo industriale. Il costo totale, stando alla relazione tecnica, dovrebbe essere di 2,96 miliardi di euro. I tempi per l’approvazione del decreto, inoltre, prevedono 18 mesi di tempo per effettuare il ricorso a eventuali sconti fiscali.

Attualmente il decreto è in fase di conversione in legge in Parlamento. Il passaggio dovrà avvenire entro un limite massimo di 60 giorni dall’approvazione del Consiglio dei Ministri. Qualora non si dovessero rispettare le tempistiche, il provvedimento non avrà più ragione di esistere.

Il precedente di una banca salvata

Già a gennaio 2019 un simile episodio riguardò Banca Carige. In quella circostanza, infatti, anche il Governo giallo-verde intervenne in seguito al mancato aumento di capitale programmato nel mese di dicembre 2018. Il “salva banche” è un provvedimento della Lega che non ha trovato alcuna opposizione da parte del Movimento 5 Stelle.

Redazione CiSiamo
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