Lettera integrale di Tria inviata alla Ue, Di Maio: “Ma stiamo scherzando?”

Tria era chiamato a rispondere alla lettera dell'Unione europea in cui si chiedeva all'Italia di chiarire la propria posizione sul debito.

Giovanni Tria
Giovanni Tria

Tria era chiamato a rispondere alla lettera dell’Unione europea in cui si chiedeva all’Italia di chiarire la propria posizione sul debito. Il Ministro Tria ha quindi prontamente provveduto a rispondere all’Unione europea con una seconda lettera. Secondo le prime indiscrezioni, il contenuto di questa lettera riguardava presunti tagli, presente marce indietro su Quota 100 e Reddito di cittadinanza. Dunque, dopo queste indiscrezioni, è arrivata la smentita del Mef. L’Adnkrons ha però pubblicato, sul proprio sito, la lettera che il Mef ha smentito.

Lettera di Tria

L’Adnkrons, la secondo agenzia di stampa italiana, ha poi riportato informazioni prese direttamente da Palazzo Chigi. “La bozza di lettera da inviare alla Commissione europea è stata da poco ricevuta dal presidente Conte, che non l’ha quindi ancora approvata. Il presidente del Consiglio ha appena sentito telefonicamente il ministro Tria e ha concordato con lui di sollecitare tutte le verifiche, anche giudiziali, affinché chi si è reso responsabile di tali fughe di notizie false sia chiamato alle conseguenti responsabilità”.

Lettera del Ministro Tria (foto Adnkrons)
Lettera del Ministro Tria (foto Adnkrons)

Il commento di Di Maio sulla lettera di Tria

Sono molte le cose che si leggono nella bozza delle lettera. Tra queste, che “il governo sta avviando una nuova revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022”. Il Vicepremier Di Maio, sulla lettera della discordia ribadisce: “Non ce ne siamo occupati noi, non è stata condivisa con noi. Sicuramente noi non tagliamo le spese sociali, né il reddito né quota 100″. E poi prosegue, con accenti duri: “Ma stiamo scherzando? Lo dico chiaramente: al governo Monti non si torna. Basta austerità, basta tagli, di altre politiche lacrime e sangue non se ne parla. Non esiste!”. E propone un vertice di maggioranza con la Lega, Conte e lo stesso Tria, “così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!”.

La replica di Tria

Da parte sua, il Ministro Tria spiega: “Il Parlamento ha invitato il governo a riformare l’imposta sul reddito delle persone fisiche nel rispetto degli obiettivi di riduzione del disavanzo nel periodo 2020-2022, definiti nel programma di stabilità”. “Sebbene le condizioni economiche nel 2018 non abbiano consentito all’Italia di soddisfare gli sfidanti requisiti della regola di riduzione del debito”, sottolinea, “ritengo che il governo abbia seguito un approccio prudente e responsabile”.

Lettera a Bruxelles

Intanto le lettera è arrivata a Bruxelles. Ora la risposta verrà esaminata e servirà alla redazione del rapporto sul debito pubblico italiano, salito nel 2018 al 132,2% del Pil. Mercoledì prossimo il collegio dei commissari approverà le raccomandazioni specifiche per Paese e dovrebbe pubblicare anche il rapporto, primo stadio della procedura per debito.