Reddito di cittadinanza e Quota 100 bocciati dalla Corte dei Conti

Reddito di cittadinanza e Quota 100 bocciati dalla Corte dei Conti. Per l'Italia, si legge nelle motivazioni, la priorità resta la riduzione del debito.

Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza e Quota 100 sono stati bocciati dalla Corte dei Conti. Per l’Italia, si legge nelle motivazioni, la priorità resta la riduzione del debito e la mancata riduzione potrebbe mettere a rischio le prospettive di crescita per la nostra Nazione. Anche la Ue, nella giornata di mercoledì 29 maggio, ha scritto una lettera all’Italia per chiedere le motivazioni dell’aumento del debito pubblico. La risposta a questa lettera è attesa per la fine del mese.

Reddito di cittadinanza e quota 100 bocciati

Per la Corte dei Conti bisogna rispettare i parametri di crescita e ridurre il debito pubblico. “Il permanere di condizioni di incertezza – si legge in una nota stampa – rischia di incidere negativamente sulle stesse prospettive di crescita del Paese”. Anche la Bce ha lanciato l’allarme. L’Italia, dicono, sta pesando sull’euro zona.

Vengono criticati soprattutto il Reddito di Cittadinanza e Quota 100. La Corte dei Conti sostiene infatti che “il finanziamento in deficit della misura è motivo di preoccupazione per gli equilibri di bilancio di medio termine”. E ancora: “Un eventuale minor esborso rispetto alle stime originarie andrebbe utilizzato per ridurre il disavanzo e rientrare dal debito”.

“Disincentivare i giovani”

La Corte dei Conti ha poi lanciato l’allarme: “La misura rischia di disincentivare i giovani a ricercare un impiego. Nonostante l’attenzione posta nel disegnare l’impianto del reddito di cittadinanza e la previsione di un sistema di vincoli e sanzioni potenzialmente efficace nel contrastare gli abusi, resta la preoccupazione che in un contesto, come quello italiano, in cui è elevata la quota di economia sommersa e sono bassi i livelli salariali effettivi, il reddito possa scoraggiare e spiazzare l’offerta di lavoro legale”.

I magistrati contabili sono perplessi anche riguardo a quota 100. “Le misure dovrebbero essere ispirate a un corretto bilanciamento delle esigenze delle generazioni presenti e di quelle future. Si muovono invece nella logica del non ordinario. Non soltanto Quota 100, ma anche misure come la modifica del meccanismo di perequazione ai prezzi, il contributo, per l’appunto straordinario, sui trattamenti di importo elevato, i tempi per la corresponsione del TFR/TFS nel pubblico impiego, il divieto di cumulo con altri redditi da lavoro, e così via”.

Redazione CiSiamo
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