Rimborsi ai truffati dalle banche: non c’è l’accordo, ed è scontro nel Governo: “Troppi no”

Il Governo non ha approvato le norme per prevedere i rimborsi ai truffati dalle banche. Di Maio prova a giustificarsi con gli elettori.

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Luigi Di Maio

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto legge “Crescita”, ma al suo interno non c’è alcuna norma per i rimborsi ai truffati dalle banche. Volute dal Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, le norme sono quindi state stralciate dal provvedimento del Governo, come già si era paventato questo pomeriggio.

Restano, quindi, delusi i tanti risparmiatori che sono stati truffati dalla banche e che speravano nel Governo del Cambiamento per vedersi riconosciuti i propri diritti.

Il decreto è dunque passato in Consiglio dei Ministri salvo intese, formula che consente al governo di ritoccare il testo anche dopo il via libera. E l’uso di questa formula conferma che la strada sia ancora in salita.

La giustificazione del M5S

Il Movimento 5 Stelle, che aveva basato gran parte della sua campagna elettorale attaccando i precedenti governi sulla gestione degli scandali finanziari italiani (in particolare Matteo Renzi e Maria Elena Boschi per Monte dei Paschi di Siene), ora che non ha fatto approvare la norma promessa, ha dovuto giustificarsi con i suoi elettori.

«Nessuna norma – avrebbe detto il Vicepremieri Luigi Di Maio in Consiglio dei Ministri può essere inserita senza accordo delle associazioni” . E ha poi rincarato la dose: ‘‘Siamo contenti che dentro il decreto legge crescita non sia entrata nessuna norma su risparmiatori. Non perché non si vogliano aiutare i risparmiatori, noi vogliamo che vengano aiutati senza arbitrati o contenziosi”, dice il Ministro. ‘L’obiettivo resta risarcirli direttamente con la norma che abbiamo messo nella legge di bilancio e con le soluzioni tecniche che condivideremo con loro”, ha spiegato poi. Per il ministro ‘‘non è possibile che si perda altro tempo”. Bisogna trovare una ‘‘soluzione tecnica per l’indennizzo diretto e non per arbitrati, misselling o altro”, perché”Dopodiché la pazienza è finita, la loro e anche nostra”.

La promessa del premier Conte

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha promesso di convocare le associazioni a cui fa riferimento Di Maio lunedì 8 aprile alle ore 12. Il giorno successivo si dovrebbe tenere un nuovo Consiglio dei ministri e forse potrebbe essere la volta buona. “Lunedì troveremo una soluzione per i risparmiatori” truffati dalle banche, ha detto infatti Luigi Di Maio.
Tuttavia molti risparmiatori temono che sia solo un escamotage per prendere tempo.

“Lunedì incontrerò le associazioni dei risparmiatori vittime delle crisi bancarie: un passaggio che riteniamo importante per confrontarci con le persone direttamente coinvolte e dal quale auspichiamo di trarre il decisivo contributo che ci consentirà di definire i passaggi tecnici conclusivi al fine di pervenire alla migliore soluzione utile a rimborsare tutti i risparmiatori coinvolti”, ha dichiarato Conte al termine del Consiglio dei Ministri.

La posizione della Lega

La Lega dal canto suo stigmatizza la posizione di Di Maio e Conte: Troppi no e troppa lentezza. Serve un cambio di passo. La Lega vuole più concretezza. Ci aspettiamo risposte serie e reali per i risparmiatori (lunedì deve arrivare lo sblocco agli indennizzi per i truffati) ma basta bloccare il Paese con i no. Devono partire i cantieri, le opere, la flat tax, bisogna togliere la burocrazia inutile, riformare il codice degli appalti, fare la riforma della giustizia per avere tempi certi. Alle parole ora devono seguire i fatti“.

Le rassicurazioni di Tria

Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria ha però assicurato che le norme sui rimborsi ai risparmiatori saranno presentate “lunedì” 8 aprile, e saranno scritte in modo da poter “pagare tutti”, ma seguendo “le regole”. “Vogliamo pagare tutti, quindi bisogna fare in modo che possano essere pagati nel più breve tempo possibile“, ha spiegato Tria. Quanto ai contrasti con Luigi Di Maio ricostruiti dalla stampa nei giorni scorsi, Tria assicura che non ci sono: “Abbiamo detto semplicemente che vogliamo condividere il modo migliore per pagarli il prima possibile”.