Reddito di Cittadinanza: decadenza del sussidio, revoca e sanzioni

Ecco i casi in cui è prevista la revoca e la decadenza del Reddito di Cittadinanza, oltre che severe sanzioni.

Reddito di cittadinanza, le chiamate dei centri per l'impiego
Reddito di cittadinanza, le chiamate dei centri per l'impiego

Il Reddito di Cittadinanza ormai è realtà. Un beneficio che spetta di diritto ai cittadini con qualche difficoltà economica, ma come tutti i diritti comporta anche dei doveri. Doveri a cui si deve adempiere, pena la revoca e la decadenza del sussidio, oltre che severe sanzioni.

Revoca del sussidio

Ci sono alcuni casi per cui è prevista la revoca del Reddito di Cittadinanza, ed è bene specificare quali siano.

Con effetto retroattivo

E’ prevista la revoca del sussidio con effetto retroattivo, e la restituzione di quanto è stato percepito per chi rende dichiarazioni o informazioni non vere nella richiesta. Nel caso in cui una famiglia percepisca un sussidio maggiore di quanto le spetterebbe garzie a dichiarazioni false è prevista quindi la revoca e la restituzione di quanto percepito in eccesso. La stessa sanzione è prevista per chi non comunica le variazioni di reddito, patrimonio o composizione del nucleo familiare.

Decadenza del sussidio

Sul sito ufficiale del Reddito di Cittadinanza è specificato che il sussidio decade nel caso in cui un membro della famiglia beneficiaria:

  • Non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro
  • Non sottoscrive il Patto per il lavoro e l’inclusione sociale
  • Non partecipa alle iniziative formative, di riqualificazione, politica attiva o di attivazione a meno che non sussistano giustificati motivi
  • Non aderisce ai progetti utili alla collettività in diversi ambiti nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti
  • Non accetta almeno una delle tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima che gli viene presentata
  • Non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale entro 30 giorni oppure effettua comunicazioni mendaci
  • In caso di variazione del nucleo familiare, non presenta una Dichiarazione Sostitutiva (DSU) aggiornata
  • Svolge attività di lavoro dipendente o autonomo o di impresa senza averlo comunicato

Sanzioni

Per chi prova a “sgarrare” sul Reddito di Cittadinanza sono previste severe sanzioni, che verranno erogate dall’Inps.

Reclusione

Chi ottiene il sussidio grazie a dichiarazioni o documenti falsi, oppure omette informazioni idovute verrà punito con pene da 2 a 6 anni di reclusione. Pena di poco inferiore, da 1 a 3 anni di reclusione per chi omette di comunicare variazioni di reddito oppure altre informazioni rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del sussidio entro i termini previsti. In questo caso si hanno infatti due termini previsti per comunicare le variazioni:

  • 30 giorni in caso di avvio di lavoro dipendente o attività di impresa
  • 15 giorni in caso di variazione patrimoniale che comporti la perdita dei requisiti necessari al sussidio

Nel caso in cui vi sia una condanna definitiva, in aggiunta al reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche è prevista anche la revoca del sussidio con efficacia retroattiva e l’obbligo di restituire quanto percepito. Dovranno passare dieci anni prima che si possa richiedere nuovamente il beneficio.

Decurtazione del sussidio: mancata presentazione presso i centri d’impiego

Poiché i beneficiari del Reddito sono tenuti a presentarsi, in caso di convocazione, presso i centri per l’impiego, sono previste sanzioni anche nel caso in cui un membro del nucleo familiare non si presenti, in assenza di giustificato motivo. In questo caso è prevista una decurtazione del sussidio:

  • di una mensilità in caso di prima mancata presentazione
  • di due mensilità in caso di seconda mancata presentazione
  • decadenza dalla prestazione in caso di ulteriore mancata presentazione

Decurtazione del sussidio: mancata presentazione all’orientamento

Stesso discorso per quanto riguarda la mancata presentazione anche solo di un componente del nucleo familiare alle iniziative di orientamento, organizzate per aiutare nel reinserimento nel mercato del lavoro. In assenza di un giustificato motivo, è prevista la decurtazione.

  • di due mensilità in caso di prima mancata presentazione
  • decadenza del sussidio per ogni ulteriore mancata presentazione

Decurtazione del sussidio: mancato rispetto del Patto per l’inclusione sociale

Nel caso in cui non si rispettino gli impegni previsti dal Patto per l’inclusione sociale è prevista la decurtazione:

  • di due mensilità in caso di primo richiamo formale
  • di tre mensilità in caso di secondo richiamo formale
  • di sei mensilità in caso di terzo richiamo formale
  • Decadenza dal beneficio per ogni ulteriore richiamo

Rinnovo del sussidio

Nel caso in cui il richiedente o un componente del nucleo familiare abbia subìto la revoca o la decadenza del beneficio, il Reddito potrà essere fruito nuovamente solamente dopo 18 mesio dal provvedimento sanzionatorio. Nel caso però in cui nel nucleo familiare siano compresi minorenni o disabili, il periodo di interdizione scende a sei mesi.


Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.