Chiusure domenicali 2019, marcia indietro del Governo

Lo stop di Andrea Dara, relatore del testo che ha sintetizzato le proposte esistenti: "Provvedimento cambiato totalmente, bisognerà risentire le associazioni coinvolte". Previsto un nuovo ciclo di audizioni

Chiusure domenicali, marcia indietro del Governo
Chiusure domenicali, marcia indietro del Governo

Chiusure domenicali 2019, tutto da rifare. Da quanto si apprende, il testo presentato dal relatore leghista Andrea Dara (una sintesi delle 5 proposte) è troppo mutato da quello iniziale. Dunque, sulla proposta di legge con cui il governo intende cancellare le aperture domenicali di negozi e centri commerciali, si ricomincia da capo.

La liberalizzazione introdotta da Monti

La conferma arriva da Barbara Santamartini, presidente della commissione autorità produttive della Camera. Rimane quindi per il momento in gestazione la proposta di legge che attenui la totale liberalizzazione introdotta nel 2011 dal Governo Monti.

La proposta di chiudere alle domeniche era pensata per contrastare il dilagare dei grandi centri commerciali e della Gdo e per frenare la morte di oltre 100mila negozi di vicinato.

“C’è un sindaco di una città di provincia – dichiara Santamartini – che è stato costretto ad adibire un pulmino pubblico per portare gli anziani a fare la spesa in un centro commerciale”.

Dall’altra parte della barricata ci sono, però, i sindaci delle grandi. Questi, in linea di massima, sono contrari alle chiusure (Sala in primis). Poi c’è la Geo, ma anche Confimprese, che temono di dover licenziare parte dei lavoratori, proprio a causa delle chiusure domenicali.

Si riparte

“Il testo – conferma Andrea Dara – è cambiato totalmente. È necessario risentire le Associazioni coinvolte, quindi si faranno nuove audizioni. Confermo che sono disponibile a cogliere tutte le proposte, avevo sempre detto che il testo era reversibile. E a sostenere questa linea sono stati un po’ tutti in Commissione, Pd compreso”.

La decisione di ricominciare da capo sarà presa oggi. Verrà eletto un nuovo ufficio di presidenza e verranno fissati i tempi per le nuove audizioni. “Obiettivo è arrivare a una soluzione di buonsenso – continua Santamartini – però vorrei vedere dei dati realistici. Sulla perdita dei posti di lavoro, per esempio, non lo sono stati o almeno ho visto dei conti che non tornano. L’altro problema è il commercio on line. Noi avevamo chiesto, già mesi fa, quando iniziarono le audizioni che le associazioni ci facesse delle richieste. Non sono arrivate. Riproponiamo la domanda”.

Redazione CiSiamo
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