Debito pubblico ancora in crescita in Italia

La variazione del debito ha sostanzialmente riguardato le Amministrazioni centrali. Il debito delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti invariati.

Si allarga la forbice sociale tra ricchi e poveri
Si allarga la forbice sociale tra ricchi e poveri

Il debito pubblico continua a crescere in Italia. Il debito delle amministrazioni pubbliche è infatti aumentato di 10,2 miliardi rispetto al mese precedente. Ora risulta pari a 2.345,3 miliardi. L’incremento ha finanziato il fabbisogno del mese (5,8 miliardi) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (3,3 miliardi, a 51,9). L’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha inoltre incrementato il debito di 1,2 miliardi. Lo indica la Banca d’Italia nel bollettino ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’.

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la variazione del debito ha sostanzialmente riguardato le Amministrazioni centrali. Il debito delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti invariati.

Inoltre, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 39,0 miliardi. Un aumento dell’8,7% (3,1 miliardi) rispetto al dato dello stesso mese del 2017. L’incremento riflette anche il versamento dell’acconto dell’imposta sulle assicurazioni, la cui scadenza era stata posticipata da maggio a novembre dalla legge di bilancio per il 2018.

Nei primi undici mesi del 2018, indica Bankitalia, le entrate tributarie sono state pari a 378,7 miliardi, in aumento dell’1,0 per cento rispetto al dato del 2017. Al netto di alcune disomogeneità contabili si può stimare che l’andamento delle entrate tributarie sia stato più favorevole.

Redazione CiSiamo
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