Austerità, Juncker ammette: “Poco solidali con i greci”

Di Maio: "Sono solo lacrime di coccodrillo". Mario Draghi: "Oggi la maggior parte delle sfide sono globali e possono essere affrontate solo insieme".

Jean-Claude Junker
Jean-Claude Junker

Austerità, Juncker ammette che negli anni della crisi è stata “avventata” così come sbagliati sono stati gli insulti rivolti dalle istituzioni europee verso i greci. Il Presidente della commissione europea, Jean Claude Juncker, si esibisce così in un secco mea culpa. Lo ha fatto oggi a Strasburgo, martedì 15 gennaio, nel suo intervento per i 20 anni dell’euro. “Durante la crisi del debito c’è stata dell’austerità avventata, ma non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato. Le riforme strutturali restano essenziali”.

L’intervento di Juncker

Il numero dell’esecutivo Ue ha fatto ammenda sul comportamento adottato dalle istituzioni nei confronti dei Paesi in difficoltà. “Non siamo stati solidali con la Grecia e con i greci, Mi rallegro di constatare che la Grecia, il Portogallo e altri Paesi hanno ritrovato se non un posto al sole, almeno un posto tra le antiche democrazie europee”.

Il commento di Di Maio

Alle parole del capo dell’esecutivo Ue ha voluto rispondere Luigi Di Maio. Il Vicepremier ha parlato di lacrime di coccodrillo che non lo hanno commosso. “Juncker e tutti i suoi accoliti hanno devastato la vita di migliaia di famiglie con tagli folli. Questo mentre buttavano 1 miliardo di euro l’anno in sprechi come il doppio Parlamento di Strasburgo. Sono errori che si pagano. I cittadini europei non si fanno fregare da finti pentimenti fuori tempo massimo e il 26 maggio non avranno nessuna pietà”.

Il messaggio di Mario Draghi

Sulla questione è intervenuto anche il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi“Oggi la maggior parte delle sfide sono globali e possono essere affrontate solo insieme. È questa unione che è la sovranità del mondo, la sovranità che altrimenti andrebbe perduta in questo mondo globalizzato. È proprio in questo senso che la moneta unica ha dato a tutti i membri dell’area euro la propria sovranità di politica monetaria, rispetto agli accordi monetari preesistenti. Per me è insieme che abbiamo una voce nella regolamentazione dei mercati finanziari internazionali. Una voce che è stata fondamentale nel riformare il regolamento finanziario mondiale dopo la crisi finanziaria globale”.

“Non tutti i benefici dell’euro sono stati pienamente realizzati. In parte perché le riforme a livello nazionale sono necessarie, e lo sarebbero con qualunque sistema monetario, per produrre crescita sostenibile. In parte perché l’Unione economica e monetaria rimane incompleta. Sono stati compiuti notevoli progressi dopo la crisi, ma occorre ancora lavorare; e non c’è alternativa a un futuro in cui tutti continueremo a collaborare per rendere unione monetaria per tutti gli stati membri”.