Banca Carige, il Governo Conte sta facendo davvero la stessa cosa di Renzi e Gentiloni?

La Banca Carige è sull'orlo del fallimento a causa del mancato aumento di capitale. Il Governo italiano aiuta l'istituto: polemiche dall'opposizione.

Banca Carige
Il Governo in supporto di Banca Carige

L’Italia vira in soccorso della Banca Carige. L’istituto italiano è finito sull’orlo del fallimento a seguito del mancato aumento di capitale. Il Consiglio dei Ministri, che è stato convocato nella tarda serata di ieri, ha approvato un Decreto legge dal titolo “Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio”. Verranno utilizzati i fondi del “Decreto salvabanche” del Governo Gentiloni e non si esclude la possibilità di una nazionalizzazione.

Nel Decreto si evincono due misure. La prima si rifà alla garanzia di Stato relativa all’emissione dei nuovi bond della Banca. La seconda, invece, riguarda la possibilità di ricapitalizzazione a carico del Dipartimento del Tesoro. Si tratta della stessa situazione della Monte dei Paschi di Siena. La famiglia Malacalza, in quanto proprietaria di Banca Carige, lo scorso 22 dicembre non ha approvato l’aumento di capitale. Inevitabile che il caso diventi argomento di contrasto tra la maggioranza e l’opposizione in vista delle elezioni europee.

La firma di Mattarella

Le garanzie statali, relative alle obbligazioni Carige, ammontano a un massimo di tre miliardi di euro. Saranno attivabili sino al 30 giugno con un fondo pubblico di 1,3 miliardi per coprire gli oneri dei bond. A quest’ultimo elemento si aggiunge la sottoscrizione, relativa alle azioni della banca, per un valore massimo di un miliardo nel caso di una possibile ricapitalizzazione precauzionale. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È quanto previsto nel Decreto Carige, firmato ieri dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Banca Carige, pubblicato il testo in Gazzetta Ufficiale

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, si legge in una nota, «è autorizzato fino al 30 giugno 2019 a concedere la garanzia dello Stato su passività di nuova emissione di Banca Carige nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, fino a un valore nominale di 3.000 milioni di euro. Al fine di evitare o porre rimedio a una grave perturbazione dell’economia e preservare la stabilità finanziaria il Mef è autorizzato a sottoscrivere entro il 30 giugno 2019 anche in deroga alle norme di contabilità di Stato. Ciò deve essere fatto nel limite massimo di 1 miliardo di euro per l’anno 2019, azioni emesse da Banca Carige».

Il caso di Banca Carige

Il Governo, composto dalla Lega e dal Movimento Cinque Stelle, con il Decreto salva Carige ha dato vita a quanto fatto in precedenza da Renzi e Gentiloni. Nonostante le critiche additate dai due partiti, durante la loro fase di opposizione per i soldi da destinare al salvataggio delle banche, il Governo giallo-verde ha adottato le medesime misure. L’unica certezza riguarda i clienti-depositanti. I tre commissari, nominati dalla Banca Centrale Europea, annunceranno a breve il piano di azione previsto per la Banca Carige.

Le ipotesi di salvataggio

La ricapitalizzazione opzionale dei soci

Il primo piano è quello relativo a una forma di ricapitalizzazione attuata come ipotetica scelta da parte dei soci. Il provvedimento, però, è stato bocciato durante l’assemblea che si è tenuta lo scorso 22 dicembre da Malacalza Investimenti. Il tutto verrà riproposto nelle prossime settimane con il supporto di uno schema volontario relativo al Fondo interbancario di garanzia.

Sfruttare la liquidità

La seconda ipotesi è quella relativa alla fornitura di liquidità, per un periodo a lungo termine, attraverso la garanzia di Stato relativa alle obbligazioni. La Carige potrebbe adottare questo provvedimento in futuro. Tutto questo, di fatto, consentirebbe in assenza di aumento di capitale di ricevere adeguate certezze in merito al 2019. Ciò, in ogni caso, in attesa dell’unione con un altro istituto.

La ricapitalizzazione da parte del Governo

Il Governo, se la Banca Carige dovesse risultare idonea dopo il controllo della Bce, potrebbe procedere alla ricapitalizzazione in forma precauzionale. Quest’ultima ipotesi è quella presa maggiormente in considerazione da Lega-M5S: non mancano, però, le controindicazioni. Potrebbe prefigurarsi, infatti, il burden sharing (la ricapitalizzazione precauzionale) oltre all’azzeramento degli azionisti e degli obbligazionisti. Ciò fa eccezione nel caso di salvo rimborsi ex post. Il terzo piano potrebbe però servire in parte considerando che i circa tre miliardi di bond Carige siano in possesso della clientela relativa alla vendita al dettaglio (retail).

Il precedente con Monte dei Paschi di Siena

Un procedimento piuttosto simile accade anche con la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi di Siena. Il salvataggio dell’istituto venne attuato sulla base di un piano di ristrutturazione. Gli aiuti dello Stato si aggirarono intorno ai 5,4 miliardi di euro. L’accordo avvenne il 10 giugno 2017 da parte della commissaria Vestager con il precedente Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Il contributo dei privati, ovvero azioni e obbligazionisti subordinati, fu di 4,3 miliardi. Il rimborso dei bond, secondo i dati della Commissione europea, si aggirò intorno a 1,5 miliardi di euro. Non essendo scattato il bail in (forma di cauzione interna che si riferisce a un sistema di risoluzione di un’eventuale crisi) non furono intaccati i detentori dei bond senior meno rischiosi e i depositanti.

Renzi all’attacco

Matteo Renzi attacca l’attuale Governo sul casa Banca Carige. «Sono bastati dieci minuti di una riunione notturna del Consiglio dei Ministri per smentire cinque anni di insulti e menzogne contro di noi. Matteo Salvini e Luigi Di Maio devono solo vergognarsi – scrive il senatore dem. Hanno approvato un decreto per salvare la banca di Genova. Giusto, serve ai risparmiatori – sottolinea Renzi in un secondo tweet -. Ma così certificano di aver mentito quando attaccavano noi sulle Venete, Etruria, Ferrara. Il tempo è galantuomo e fa giustizia delle tante bugie di questi piccoli imbroglioni».

La risposta di Salvini

Il Ministero dell’Interno Matteo Salvini risponde alle parole dell’avversario politico. «Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l’azione a tutela dei risparmiatori liguri e italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati».

Redazione CiSiamo
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