Legge di Bilancio 2019: Luigi Di Maio stila la lista delle cose fatte

Il Vicepremier Luigi Di Maio ha postato su Facebook un elenco scritto a mano con 20 punti della Legge di Bilancio 2019 contrassegnati da un fatto evidenziato in giallo.

Lista delle cose fatte postate da Di Maio
Lista delle cose fatte postate da Di Maio

Il Vicepremier Luigi Di Maio ha stilato una lista delle cose fatte dal Governo giallo-verde e lo ha postato sulla sua pagina Facebook. Venti punti, elencati uno dietro l’altro ed evidenziati di giallo. Accanto a ogni voce indicata da Di Maio viene evidenziata la parola Fatto anche se la Legge di bilancio 2019 non è ancora stata approvata. Inoltre, alcuni dei punti elencati, come il reddito di cittadinanza e quota 100, arriveranno con un decreto fatto su misura.

Questa è la lista delle cose che sono entrate nella Legge di bilancio che ho letto prima in diretta, fatela vedere a chi ancora è scettico su questo governo” – ha scritto il Vicepremier. Una strategia che non è una novità. Già nel 1994 l’idea di cerchiare in rosso i successi ottenuti a palazzo Chigi venne all’allora premier Silvio Berlusconi. Gli spot, lanciati in televisione, si chiudevano tutti con lo stesso slogan. Vediamo, di seguito, alcuni dei punti elencati da Di Maio nella lista.

NESSUN AUMENTO DELL’IVA

Le clausole di salvaguardia per il 2019 sono state disinnescate dal governo Conte, quindi non ci sarà alcun aumento. Ma la revisione delle clausole per gli anni 2020-2021 e contenuta nella relazione tecnica che accompagna il maxi emendamento alla Legge di bilancio prevede un aumento di 23,1 miliardi nel 2020 e di 28,7 miliardi nel 2021.

REDDITO DI CITTADINANZA

Per il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei pentastellati, si sa che ci sono i fondi e che partirà tra fine marzo e i primi di aprile. C’è solo un ultimo problema da risolvere: il decreto legge che disciplina il meccanismo deve ancora essere presentato.

QUOTA 100 PER

Per la quota 100, vale lo stesso discorso del reddito di cittadinanza. Per ora si sa che prevede l’uscita dal lavoro con almeno 62 anni d’età e 38 di contributi, e che sono stati stanziati i fondi. La misura deve essere però ancora definita da un decreto.

TAGLIO PENSIONI D’ORO

Altra bandiera su cui il Governo tiene particolarmente, la misura prevede tagli in modo progressivo in base all’entità dell’assegno (con scaglioni che vanno dal 10 al 40% per gli assegni che superano i 500mila euro). Esonerati i trattamenti liquidati con il sistema contributivo, gli assegni di invalidità ai superstiti e alle vittime del terrorismo.

AUMENTO PENSIONI MINIME

Le pensioni di cittadinanza, ossia l’aumento delle pensioni minime e di invalidità a 780 euro, saranno riservate agli indigenti che attualmente percepiscono un assegno inferiore a 780 euro mensili. Il meccanismo, però, come per reddito di cittadinanza e quota 100, deve essere ancora definito in un decreto.

6.000 EURO DI INCENTIVI AUTO ELETTRICHE

Varato dal Governo anche un provvedimento per incentivare la vendita di auto elettriche. Previsti bonus fino a 6mila euro per l’acquisto di veicoli a zero emissioni. In compensazione è prevista una tassa per i Suv e per le auto extra lusso.