Forza Nuova, il tribunale dà ragione a Facebook: giusto cancellare le pagine

Le pagine di Forza Nuova restano fuori da Facebook: a confermarlo il Tribunale di Roma. Chiusi anche alcuni account di militanti FN.

Forza nuova è fuori da Facebook. Lo conferma il Tribunale di Roma
Forza nuova è fuori da Facebook. Lo conferma il Tribunale di Roma. Lo scatto è de ilMessaggero.it

Aveva fatto bene Facebook a chiudere la pagina di Forza Nuova. A dirlo pubblicamente quest’oggi, lunedì 24 febbraio, è il Tribunale di Roma, tramite la sezione per i diritti della persona e immigrazione. Il tribunale ha respinto il ricorso che l’organizzazione di estrema destra aveva fatto, denunciando la scelta del social come atto di censura.

E non finisce qui per i simpatizzanti di FN: la giudice designata, Silvia Albano, ritiene legittima anche la cancellazione delle pagine di molti militanti dell’organizzazione.

I fatti

La pagina di Forza Nuova era stata oscurata assieme ad altri account social legati a movimenti ed esponenti di destra lo scorso settembre. Facebook aveva così motivato la decisione: “le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia”.

Gli account erano quindi stati sospesi per aver “violato questa policy”. La rimozione delle pagine aveva fatto alzare un coro di critiche, soprattutto a destra, e dall’altra parte l’assenso contro l’apologia del fascismo e le campagne di odio online. La destra si era appellata in quella sede all’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione.

Forza Nuova su Facebook: la giudice respinge il ricorso

La giudice, nelle motivazioni con cui ha respinto il ricorso, ha citato più volte la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo. “La maggior parte del contenuto e il tono generale dell’opera del ricorrente e dunque il suo scopo, hanno una marcata natura negazionista e contrastano quindi con i valori fondamentali della Convenzione, quali espressi nel suo Preambolo, ossia la giustizia e la pace”. Nell’ordinanza si legge inoltre che, “Per utilizzare il Servizio Facebook, tutti gli utenti devono prima accettarne le Condizioni. Ciascun utente si impegna a ‘non usare Facebook per scopi illegali, ingannevoli, malevoli o discriminatori’ e a non ‘pubblicare o eseguire azioni su Facebook che non rispettano i diritti di terzi o le leggi vigenti'”.

In aula, la giudice ha analizzato anche diversi post pubblicati dalla pagina. Tra questi ci sono anche iniziative discriminatorie ai danni di rom, migranti e omosessuali, a cui si aggiungono veri e propri ‘discorsi d’odio’.