Mozzarella contaminata, le polemiche contro il film di Gassman “Non ci resta che il crimine”

Una frase pronunciata da uno dei protagonisti all'interno del loro ultimo, gettonatissimo film al centro delle polemiche.

Alessandro Gassman e gli altri di
Alessandro Gassman e gli altri di "Non ci resta che il crimine"

Alessandro Gassman, Marco Giallini e Gianmarco Tognazzi campioni di incasso al cinema e insigniti a strettissimo giro di posta dell’oscar per le polemiche. Una frase pronunciata da uno dei protagonisti all’interno del loro ultimo, gettonatissimo film ha fatto venire l’orticaria a una terra intera. Non è una bufala ma la bufala c’entra. Almeno quella che muggisce, produce latte e fa fatturare centinaia di milioni di euro alla Campania Felix, felix e, nella circostanza, incazzata. “Non ci resta che vendere la mozzarella contaminata di Caserta”. E Caserta insorge come se i lazzari di Carlo di Borbone avessero gettato fame e tigna oltre la fontana di Diana e Atteone.

Al centro della sollevazione di cittadini, istituzioni ed associazioni di categoria della provincia campana, questa frase inserita nel copione di “Non ci resta che il crimine”, diretto da Massimiliano Bruno e nelle sale cinematografiche dallo scorso italiano 12 gennaio. E un problema accessorio risiederebbe proprio nel fatto che in poco meno di tre giorni il film avrebbe fatto registrare incassi lusinghieri. Ergo, in troppi hanno sentito quella frase e in troppi si sono fatti un’idea sbagliata di Sua Maestà La Mozzarella di bufala campana Dop.

La frase alluderebbe, con una genericità che ha fatto venire la scabbia agli operatori del settore, alla “contaminazione” di un prodotto che ha un disciplinare ferreo come le selezioni Bud dei Seal degli Stati Uniti. La levata di scudi è partita, secondo Casertanews, da Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di TUtela della Mozzarella campana dop: “Una battuta che rappresenta un falso storico e un’offesa inaccettabile a un intero territorio. Siamo ben oltre la bufala in tempi di fake news. Per questo abbiamo già incaricato i nostri legali di mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutela dei produttori di mozzarella Dop, ma anche a difesa di una terra ingiustamente martoriata da stereotipi che non possono essere rilanciati anche da un film. Sconcerta ancor di più che a pronunciare quelle parole sia un attore del calibro di Alessandro Gassman, erede – qui Raimondo si irruvidisce – di un cognome così importante”.

Ma perché Gassman in particolare si è attirato gli strali sulla questione? Primo perché a pronunciare nel film la frase galeotta è lui, secondo perché proprio l’Alessandrone nazionale è stato insignito da qualche giorno del titolo di cittadino onorario di Napoli. Un partenopeo, sia pur in pectore, che non scende nella fossa dei leoni a difesa della mozzarella è come un fiorentino che usa il Perseo come cappelliera, e Gassman paga pegno più di tutti, tant’è.

“Nessuna mozzarella Dop è mai risultata contaminata – ha incalzato Raimondo – nemmeno nei periodi più difficili, che per fortuna sono alle spalle. Oggi i consumatori testimoniano ogni giorno quanto amano la bufala campana, visto che nel 2018 abbiamo raggiunto il record storico di produzione con oltre 50 milioni di chili di mozzarella sulle tavole di tutto il mondo“.

L’ex sindaco di Caserta poi, Pio Del Gaudio, che era andato a vedere il film il 13 sera, aveva dovuto subire un vero a proprio assalto da parte dei concittadini crotalizzati da una frase che non era affatto sfuggita nel novero delle decine di ottime battute e gag che costellano il film. Il guaio è che il film, di fatto è in distribuzione e che le presunte parti offese non solo offese lo sono tanto, ma hanno anche annunciato il ricorso alle carte bollate. Per chi già conosce la trama o ha occhieggiato il trailer del comunque gradevolissimo film, c’è solo da sperare che non arrivi anche una denuncia per plagio… dai Kiss.

Redazione CiSiamo
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