Ieri come oggi: quando negli anni ’70 si parlava di “influenza spaziale”

Un video dell'Istituto Luce racconta "l'influenza spaziale" del 1970 e le analogie con il Coronavirus si sprecano. Cosa possiamo imparare dal video?

Un fermo immagine del video sulla
Un fermo immagine del video sulla "influenza spaziale"

E’ sempre un tuffo nel passato quando si guardano i contenuti audiovisivi dell’archivio storico Istituto Luce. La voce impostata, le immagini in bianco e nero, i jingle sonori: tutto appartiene ad un passato più o meno lontano che sembra non avere niente a che fare con noi. Invece, spesso, le analogie con il passato sono più di quelle che immaginiamo e qualcosa che pensiamo di vivere per la prima volta in realtà è stato vissuto – pur in modo diverso – da altri prima di noi. Potrebbe essere così anche per quanto riguarda il Coronavirus, il virus arrivato dalla Cina che sta spaventando tante persone, in Italia e fuori.

Un video dell’Istituto Luce sull’ “influenza spaziale” del 1970, pubblicato oggi lunedì 2 marzo su YouTube, ci fa riflettere e anche un po’ sorridere. Un sorriso amaro – bisogna dircelo – perché in questi 50 anni sembra non essere cambiato niente. Non imparare dai nostri errori e dimenticare subito: sarà questa la vera malattia mondiale che non riusciamo a curare?

Il Video: “un italiano su quattro a letto”

Un video di 1 minuto e 34 secondi racconta che la paura da Coronavirus che abbiamo vissuto nelle ultime settimane è già avvenuta. Proprio qui, in Italia. Era il 1970 e in ospedale c’era un italiano su quattro. “Influenza, una vera epidemia – si sente nel video – 13 milioni di italiani colpiti, con 5 mila passati a miglior vita. Le strade, le fabbriche, gli uffici, i mercati, si sono mezzi vuotati. A riempirsi – prosegue il video – sono stati gli ospedali”.

Non è tutto, chiudete gli occhi e andate avanti con il video: “Un proverbio recita Quando Mao “starnuta” il mondo di ammala. L’influenza è arrivata da Hong Kong (Cina). Lì si era sviluppata nel 1968, un anno e mezzo fa. Ci ha messo 18 mesi per arrivare in Italia, ma in compenso ci ha preso tutti impreparati“. Vi ricorda qualcosa?

“Prevenire, non soltanto reprimere – termina il video – Tra due anni o forse tre il girotondo rincomincia: pensiamoci in tempo”.

A voi le conclusioni. Buona visione!