Il velo islamico, uno strumento che divide: origini e significato

Ricorre oggi il World Hijab Day, lanciato nel 2013 dall'immigrata del Bangladesh Nazma Khan: tutte le donne sono chiamate a indossarlo per ridurre le discriminazioni

velo islamico
Foto: Pixabay

Viviamo in una società basata sull’immagine, in cui spesso il giudizio su un’altra persona è condizionato da questo aspetto, a volte senza nemmeno conoscerla. Proprio per questo l’idea di vedere tra di noi qualcuno che indossi costantemente il velo islamico finisce per farci quasi paura, oltre ad essere interpretata come un’incapacità di riuscire ad assimilarsi alle abitudini occidentali. Per molti anche l’idea delle giovani che decidono di rinunciare al velo nel tentativo di convivere più facilmente con i coetanei è quasi ritenuto uno sfregio. Spesso anche con conseguenze gravissime finite sulle pagine di cronaca.

Proprio oggi ricorre il World Hijab Day, lanciato nel 2013 dall’immigrata del Bangladesh Nazma Khan, per invitare le donne, musulmane e non, a provare per un giorno a indossare il velo, come segno tangibile della volontà di combattere la discriminazione ancora oggi presente in diverse parti del mondo.

Il significato

A spiegare meglio cosa possa voler dire per una donna indossare il velo nella sua quotidianità era stato il documentario I Wasn’t Always Dressed Like This, diretto da Betty Martins. Il lavoro della donna, nato per modificare la percezione spesso sbagliata di questo indumento, voleva far capire a tutti quali fossero le reali motivazioni che potevano spingere a preservare il velo anche quando si decide di fare il possibile per integrarsi nel mondo occidentale.

All’interno della pellicola appare chiaro come e l’hijab non sia solo un mero indumento ma l’espressione sensibile dell’appartenenza delle donne all’islam.

Non mancano comunque scelte anche piuttosto controcorrente. Inaspettatamente, ci sono uomini dalla mentalità più “moderna” che sembrano percepire quanto il velo nel mondo occidentale possa essere limitante, ma sono proprio le donne a difendere la propria concezione, pur consapevoli delle difficoltà.

La sentenza che fa discutere

Qualche anno fa la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza che ancora oggi divide, islamici e non. I datori di lavoro possono vietare l’utilizzo del velo sulla base di alcuni regolamenti aziendali.

Ancora oggi la decisione dei giudici genera opinioni contrastanti, pur essendo volta a ridurre le differenze in ogni ambito, compreso quello lavorativo. In realtà, l’aspetto che dovrebbe preoccuparci dovrebbe essere un’analisi sulle situazioni in cui l’utilizzo di questo indumento avvenga sotto una coercizione e non come una libera scelta.