Giornata della Memoria: una ferita impressa nella storia

L'iniziativa è stata istituita dall'ONU per ricordare il giorno della liberazione dai campi di concentramento

Giornata della Memoria
Foto: Pixabay

Il 27 gennaio non può essere certamente considerata come tutte le altre: ricorre infatti la Giornata della Memoria, la ricorrenza istituita per rendere omaggio alle oltre 15 milioni di vittime dell’Olocausto. Sei milioni di di queste vittime innocenti appartenevano al popolo ebraico: il loro genocidio viene chiamato Shoah.

L’iniziativa è stata istitita su volere dell’ONU e prevede eventi in ogni città, organizzati anche per coinvolgere i più giovani su una tragedia che ha segnato in modo indelebile la storia.

Perché il 27 gennaio

La scelta di istituire la Giornata della Memoria proprio il 27 gennaio non è casuale: nel 1945 circa 7.000 uomini si trovavano ancora rinchiusi nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau, liberati proprio in quella giornata.

Nonostante il conflitto mondiale sia ormai passato da tempo, ha aancora una fondamentale importanza onorare la Giornata della Memoria. L’evento, infatti, vuole essere anche un modo anche per non dimenticare le tantissime persone ancora oggi oggetto di profonde discriminazioni e che vivono in uno stato di forte sofferenza.

Fino a quel momento era difficile però avere una reale percezione di quanto avvenisse in quei luoghi, svelata con amarezza proprio all’apertura dei cancelli. Quel momento era però stato preceduto da un’altra iniziativa agghiacciante, definitiva non a caso “Marcia della Morte“: in quel frangente i prigionieri erano chiamati a dover subire sforzi fisici estremi e a stare a digiuno come segno di sacrificio. Inevitabilmente, alcuni non riuscirono a sopravvivere.

lAuschwitz, insieme ai campi di Birkenau e Monowitz faceva parte di un unico complesso che aveva un obiettivo comune: mettere in atto la cosiddetta “soluzione finale”. Qui erano presenti ben quattro camere a gas che utilizzavano una sostanza tossica nota Zyklon B, scelta proprio per fare una selezione di quelle persone non gradite solo per la loro origine..

L’evacuazione di Auschwitz ad opera delle SS iniziò già a gennaio di quell’anno. A darne testimonianza fu anche Primo Levi con il suo libro “Se questo è un uomo”, un documento che attesa un fenomeno ancora oggi inaccettabile.