Natale: le tradizioni più belle nel mondo

Il Natale è una festa attesissima dai più piccoli che non vedono l'ora di scartare i regali e non solo, ma al di fuori dei nostri confini non mancano le usanze particolari

Natale
Foto: Pixabay

E’ iniziato il conto alla rovescia in vista della giornata di Natale, un momento che molti trascorreranno in compagnia degli affetti più cari e attesissimo soprattutto dai più piccoli che non vedono l’ora di scartare i regali sotto l’albero.

Ognuno, complice anche la propria zona di origine ha riti e cibi che non possono mancare (clicca qui per avere una panoramica di quelle più diffuse), ma anche al di fuori dei nostri confini non mancano altre tradizioni particolari. Proviamo quindi a scoprirle insieme e chissà che non ci capiti magari già l’anno prossimo di viverle in prima persona se dovessimo decidere di trascorrere il 25 dicembre lontano da casa.

In Brasile e Argentina Natale sotto il sole

Per molti di noi c’è la speranza di vivere un “bianco Natale”, ovvero che l’arrivo della neve possa accompagnare questa giornata. La situazione è però differente in altre zone lontano da noi. Emblematico è quanto accade in Brasile e Argentina, dove nella maggior parte dei casi le temperature sono decisamente all’opposto delle nostre.

Nel primo caso èecisamente lungo è il periodo delle cleebrazioni che si vive a Gramado (nella Serra Gaúcha), quando si celebra il cosiddetto “Natal Luz”, che dura addirittura dal 18 dicembre all’11 gennaio. Nonostante il caldo, l’albero di Natale illuminato non può mancare, ma è davvero suggestivo soprattutto il aduno di tutti i Babbi Natale del Sud, che si tiene proprio in città. L’atmosfera si respira appieno soprattutto la vigilia, quando si tiene la cosiddetta “Nativitaten”, un momento all’insegna della musica che punta a rievocare la natività, per poi proseguire fino al battesimo di Gesù avvenuto nel fiume Giordano.

Piena estate anche in Argentina, dove il termometro può arrivare anche a quota 35 gradi. A differenza di quanto accade da noi, qui non troveremo abeti addobbati (a queste condizioni non crescono), ma le decorazioni vengono inserite sulle palme che costeggiano gran parte delle città. Difficilmente, invece, nelle case non può esserci il presepe. Le differenze rispetto all’Italia non sono però finite qui: in genere, infatti, lo scambio dei regali avviene il 6 gennaio, come nella maggior parte dei Paesi ispanici, anche se non mancano le zone che si sono nel frattempo “adeguate” alla nostra usanza.

Le feste nei Paesi nordici

Le temperature che solitamente noi ci ci auguriamo di avere a Natale (a volte, anche un po’ più basse) si vivono appieno nei Paesi nordici, dove le tradizioni sono davvero salde.

Una delle zone che vive appieno questa fase dell’anno è la Svezia, dove si parte già dal 13 dicembre, per poi proseguire fino a un mese dopo, ben dopo l’Epifania. Il giorno del 13 dicembre a svolgere un ruolo di primo piano è la figlia più piccola di ogni famiglia, chiamata a vestirsi di bianco con una coroncina adorna di tessuto verde e sette candeline intrecciate: fatto questo, dovrà poi servire la colazione a tutti gli altri componenti della famiglia quando ancora stanno dormendo. Le decorazioni nell’abitazione non possono mancare, ma rigorosamente devono essere con fiori rossi, rosa, bianchi o blu chiaro, specialmente giacinti colorati. Ai piedi dell’albero di Natale non può mancare un caprone di paglia, che deve indicare buon auspicio in vista dell’anno che inizierà di lì a breve. Piatto tipico della cena di Natale è il prosciutto arrosto.

Tanti ornamenti non mancano nemmeno nelle case dei norvegesi. Qui davanti alla porta deve essere posizionata una corona, mentre davanti alla casa anche qui devono esserci fasci di grano e un caprone di paglia, auspicio di prosperità. Alimento tipico della cena del 25 dicembre cialde a forma di cuore.

Questa ricorrenza è ancora più sentita in Finlandia, patria di Babbo Natale. In ogni abitazione non può mancare una candela, che viene lasciata anche sulle tombe dei propri cari, un gesto che vuole dimostrare quanto si possano sentire vicini anche in questa circostanza.

I regali particolari dei bimbi islandesi

Ancora più sentite sono le sensazioni che si respirano in Islanda, dove grande attenzione viene rivolta ai bambini. Qui si inizia a prepararsi alla festa sin dall’inizio di dicembre, momento in cui i piccoli sono chiamati a mettere sul davanzale di una finestra una scarpetta. Da qui capiranno se si sono comportati bene durante l’anno: per i più bravi i desideri saranno certamente esauditi, in caso contrario riceveranno una patata.

A differenza di quanto accade da noi in cui il protagonista è Babbo Natale, qui si attende l’arrivo dei Jolasveinar. Questi sono ben tredici e non sono altro che una serie di folletti “amici del Natale”.