I The Criminal Chaos raccontano il loro ultimo brano “Chemical Days”

I The Criminal Chaos raccontano il loro ultimo brano, "Chemical days", estratto dall'album uscito il 31 ottobre dal titolo "Surreal Reality"

“Chemical days” è il desiderio di avventura di cui l’uomo ha bisogno per vivere sereno, ed è quello che raccontano i The Criminal Chaos. E’ il viaggio, la voglia di libertà e di spensieratezza sono legati da un filo comune: la chimica. Un brano estratto dall’ultimo album della band, che esprime, anche nel video, il senso di evasione dalla routine che può essere dato solo, appunto, dalla chimica, attraverso antidepressivi o droghe.

E la Tokyo ordinaria e ordinata, conformista, dai ritmi urbani e mentali alienanti, precisi e instancabili, è il contrasto perfetto tra una vita sociale relazionata tristemente da uno smartphone e la ricerca di “normale evasione” che si ritrova troppo spesso in una felicità dalle piccole dimensioni.

Nik Bergogni ha raccontato in un’intervista a CiSiamo non solo questo nuovo brano, ma la storia stessa dei The Criminal Chaos.

Chi siete voi, come band?

Siamo un band indie-rock, facciamo musica rock ma indipendente, non siamo sotto una casa discografica, per scelta. E’ tanti anni che suoniamo e abbiamo scelto questa opzione. Però la nostra musica è una miscela di tanti generi, perché abbiamo anche dell’elettronica. In alcuni momenti siamo prettamente rock, in altri siamo più psichedelici, apriamo porte virtuali, un po’ sognanti, e quindi definire un genere è sempre un difficile. Diciamo che è rock perché comprende un po’ tutto.

Avete un fil rouge nella vostra produzione musicale?

Sì, abbiamo creato un nostro mondo, e chi ascolta il disco lo capisce. Però è difficile da definire, perché in ogni canzone abbiamo momenti molto melodici e altri meno. Considera una stanza con diverse porte: ogni volta ne apriamo una diversa che entra in questo mondo un po’ sognante. Noi lo pensiamo anche come modo di scrittura surreale, abbiamo un modo di scrivere che è un po’ come il surrealismo pittorico, a livello di immagini.

Come vi siete formati?

Noi ci siamo formati quattro o cinque anni fa, la band è stata formata da me e Pablo Chittolini che è i bassista. Siamo amici di lunghissima data, e abbiamo suonato in altre band insieme e non. E abbiamo deciso di scrivere questi brani inediti ma in chiave rock un po’ sognante e psichedelica. A livello musicale non ci siamo posti limiti su nulla. Poi abbiamo iniziato a ricercare gli elementi, abbiamo trovato il chitarrista Mirco Caleffi, in arte Keffia, poi è subentrato il fratello di Pablo all’elettronica. Attualmente poi, c’è Helder Stefanini alla batteria.

Ci parli del vostro ultimo brano, “Chemical days”?

Parla, secondo il nostro punto di vista, di questa società che ha un ritmo forsennato di lavorare, incontrarsi, comuicare. Noi l’abbiamo vista come una forma che non va molto bene con un modo di comunicare “vero”. Che vorrebbe un riscontro più umano, un modo di comunicare e di lavorare magari un po’ più rilassato. E noi lo abbiamo enfatizzato questo modo, chiamando il brano “Chemical days”. Rappresenta le molte persone che devono prendere antidepressivi per stare meglio in questa società, oppure drogarsi per avere un momento di felicità o una nottata diversa dal solito. E qundi abbiamo enfatizzato questo modo di vedere le cose.

E questa cosa viene mostrata molto bene anche nel video

Sì. Il nostro regista è spesso a Tokyo per lavoro, e noi avevamo già fatto un video a Tokyo con lui, e abbiamo voluto creare questa situazione in una città che è molto marziale e molto rigida. Nelle riprese ad un certo punto si vedono queste persone che si muovono in massa e all’interno c’è questa donna che si muove come se fosse un folletto virtuale, che rappresenta i voli pindarici che magari sono nella testa di quelle persone, quando immaginano di poter ballare e girare a differenza di quello che stanno facendo nella normale routine.

Questo brano fa parte di un album:

Si, di un album che si chiama ” Surreal reality”, perché noi cerchiamo nella nostra musica di uscire dalla realtà in maniera surreale. Torna un po’ il discorso pittorico che facevamo prima, che è poi più un discorso filosofico che pittorico. Sono sette brani che parlano di tematiche differenti, ma all’interno del brano cerchiamo sempre di aprire una porta ed entrare in un mondo virtuale molto tranquillo, rilassato e sognante. L’album è stato pubblicato il 31 di ottobre.

Progetti futuri?

Noi stiamo già lavorando con un nuovo produttore e stiamo portando avanti un po’ di progetti. Attualmente stiamo lavorando a una cover di un brano molto noto, e stiamo aspettando che ci dicano se possiamo pubblicarlo o no. E poi stiamo lavorando sul secondo lp che però non sappiamo ancora quando uscirà, perché siamo in fase creativa.

Redazione CiSiamo
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