Francesco Bellucci si racconta: “Uso la musica per capire chi sono”

In un'intervista a CiSiamo, Francesco Bellucci racconta la sua musica e i suoi nuovi progetti, dal singolo "20lt. di benzina" al nuovo album

Francesco Bellucci
Francesco Bellucci

Con “20lt. di benzina”, Francesco Bellucci scrive un nuovo capitolo nel suo percorso che racconta i sentimenti e le emozioni a 360 gradi. Anche – e soprattutto – quelle che tutti noi abbiamo sempre provato senza ammetterlo. Questa, forse, la cifra stilistica della produzione musicale di Bellucci, che si prepara all’uscita del nuovo album dal titolo “Situazioni sconvenienti”.

Come ti sei avvicinato alla musica?

Mi sono avvicinato alla musica in maniera un po’ controversa. Quando avevo circa sei anni mia madre mi mandava a lezione di pianoforte, ma io lo odiavo. A quell’età forse ci sono cose che ti attirano di più, anche solo guardare i cartoni animati. Poi con il tempo è diventata una cosa di cui non riuscivo più a fare a meno. Quando ho scoperto che potevo scrivere, potevo guardarmi dentro e capire chi ero poi non sono più riuscito a farne a meno.

Cosa significa per te esprimerti attraverso la musica?

Per me è come se avessi un superpotere. Noi viviamo in un mondo che è fatto di regole e dobbiamo conformarci alle situazioni, ai discorsi, e quindi non siamo mai veramente noi stessi. Quando scrivo canzoni io vivo nel mio mondo, che ho costruito io, e tutto questo mondo malato non esiste. Quindi ho il potere di raccontare il mondo reale senza mentire e come voglio raccontarlo io.

E questo emerge molto bene nel tuo ultimo brano, “20 lt. di benzina”

Si. Io uso la scrittura per capire chi sono, e lo posso fare solo se mi sforzo di essere il più sincero possibile. Io scrivo quello che non direi mai a nessuno. Io, come penso chiunque in certi passaggi della vita, ho avuto momenti che non sono stati “rose e fiori”. Ho passato un periodo in cui ce l’avevo con il mondo, anche se non so perché. Ed è inevitabile che quando sei in quei momenti ti viene da pensare certe cose. Io cerco di essere intellettualmente onesto e ammetto di averle pensate, poi c’è chi invece vuole fare il buonista e non lo ammette nemmeno. Quando ho scritto quel brano, ho raccontato quello che stavo vivendo in quel momento, e cioè una grandissima rabbia.

Questa secondo me è la chiave di tutto. Credo che al primo ascolto, quello che arriva di questa canzone sia “questo vuol bruciare tutto”, ma in realtà non è così. Di fatto, quello è il messaggio più forte. Ma qui si tratta di una grande debolezza, e scrivere mi permette di riconoscerla. E’ come se io mostrassi una ferita, e nel momento in cui la mostro riesce a guarire. Si parla di trasformare i punti deboli in punti di forza, e questo è il mio modo per farlo. Questa è la cosa interessante: trasformare qualcosa di negativo in qualcosa di positivo.

Quali sono i temi a te più cari?

In realtà non ho temi che preferisco rispetto ad altri. Credo che siamo come delle scatole, e dentro abbiamo un milione di sfaccettature. Io cerco di tirare fuori tutte queste sfaccettature. Io vado molto di getto, non c’è un argomento che preferisco o uno che snobbo. Io cerco sempre di descrivere la realtà che mi circonda, quello che provo. Quindi può essere davvero qualsiasi cosa, a secondo del monento. E tra l’altro è una cosa che mi dà molto fastidio, negli altri artisti, ovvero sia il fatto che c’è chi prende un argomento e usa solo quello. La trap è autocelebrazione ed è sempre e solo autocelebrazione, ci sono artisti pop che scrivono d’amore, e scrivono sempre e solo d’amore. Secondo me la vita non è una sola cosa, noi stessi non siamo una sola cosa, e io voglio tirare fuori tutto.

Ci sono artisti in particolare a cui ti ispiri?

Sì, assolutamente. Io ho avuto la fortuna che mio papà mi ha sempre fatto ascoltare molta musica, i suoi dischi, e quando ero piccolino ho ascoltato molti cantautori, sopratutto quello delle mie parti, di Modena. Qui infatti c’era un grosso centro di produzione musicale. E questi cantautori sono i miei maestri, Lucio Dalla, Vasco Rossi, ma anche Carboni. Ma ce ne sono anche tanti altri, anche stranieri.

Progetti futuri?

Molto probabilmente a metà novembre arriverà il nuovo singolo, che si chiamerà “Vuoto” e con l’anno nuovo il nuovo disco, dal titolo “Situazioni sconvenienti”, di cui fa parte anche “20 lt. di benzina”. Saranno 9 canzoni, che parlano tutte di “situazioni” sconvenienti” che ho visto o ho vissuto, tra cui anche quella che ho descritto nell’ultimo singolo.

Redazione CiSiamo
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