Emoticon: la storia dei segni che hanno cambiato la comunicazione

La storia delle emoticon, i segni che hanno cambiato la comunicazione e il modo di esprimere gli stati d'animo inizia quel 19 settembnre di 37 anni fa

Emoticon
Emoticon

Tutti conosciamo e usiamo le emoticon, che hanno cambiato radicalmente il modo di comunicare. Ma non tutti sanno dove inizia la loro storia. Che comincia per la precisione esattamente 37 anni fa, il 19 settembre 1982, ad opera dell’informatico Scott Fahlman, professore alla Carnegie Mellon’s School of Computer Science.

La nascita delle emoticon

All’inizio erano un linguaggio semplicissimo, composto da due punti, un trattino e una parentesi aperta o chiusa a seconda del significato che si voleva dare al simbolo. E avevano uno scopo pratico, ovvero sia distinguere il tono dei messaggi dei bulletin boards, che potremmo definire gli avi delle moderne mail, scambiati tra colleghi. L’idea pare sia venuta a Fahlman guardando la tastiera del computer, e per il nome si è scelto poi di fondere due parole ignlesi, emotion (emozioni) e icon (simbolo). Ecco che nascevano le emoticon, siomboli che indicavano le emozioni dello mittente nei messaggi scritti. In realtà, come aveva spiegato Fahlman qualche anno fa, l’obiettivo iniziale non era esattamente quello di “creare un linguaggio per esprimere emozioni”. Ma presto, il linguaggio divenne universale, e l’evoluzione di singificato in questo senso, praticamente inevitabile.

Inevitabile soprattutto con l’allargarsi della rete, che all’epoca della codificazione delle emoticon collegava solo qualche università e i laboratori di ricerca. Ma quando internet ha fatto la sua comparsa collegando migliaia di persone, non più solo nei laboratori ma nelle case, ha portato con se le emoticon.

L’evoluzione negli anni ’90

E nel tempo non hanno mai smesso di evolversi e cambiare, soprattutto grazie alla rivoluzione digitale che ha permesso grafiche fino a qualche anno fa nemmeno immaginabili. Così le emoticon hanno cambiato veste, diventando “emoji” dal Giappone, grazie a Shigetaka Kurita. Il quale disegnò nel 1999 le prime 176 emoji, che erano comunque ben diverse da quelle a cui siamo abituati ora, e che cambiano ad ogni aggiornamento delle app di comunicazione.

Uno sguardo al futuro

Le emoji sono diventate un elemento imprescindibile della comunicazione. Così tanto che l’emoji che rappresenta una faccina che ride fino alle lacrime è stata eletta parola dell’anno dall’Oxford Dictionary, nel 2015. Che ci si trovi sulla strada verso la sostituzione della parola scritta con le immagini? Vista la diffusione e la varietà delle emoji, il rischio non è così remoto. Del resto, con le emoji è possibile creare frasi semplici di senso compiuto. Gli stessi aggiornamenti Android ora riconoscono le parole usate dall’utente e gli forniscono l’alternativa emoji tra i suggerimenti. Vero è che non tutte le emoji hanno un significato univoco, e ogni tanto siamo costretti a spiegare cosa avevamo intenzione di dire. Ma chissà, che in un futuro, non possa venire in aiuto un dizionario specifico.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.