Diritto all’affettività per i figli dei detenuti: la storia di Denyse Cutolo diventa un docufilm

La storia di Denyse Cutolo, figlia di Raffaele Cutolo, diventa un docufilm dove ci si interroga sul diritto all'affettività per i figli dei carcerati

Diritto all'affettività
carcere per i grandi evasori fiscali


La questione del diritto all’affettività per il figli dei detenuti al carcere duro diventa un docufilm. Protagonista è Denyse, la figlia ormai quasi 12enne di uno che, con il 41 bis, ci convive ormai da decenni e senza sconti, né folgorazioni sulla via di Damasco: Cutolo Raffaele da Ottaviano, classe ’41, capo della Nuova Camorra Organizzata, quattro ergastoli da scontare dal 1995, una reclusione nel carcere di massima sicurezza di Parma farcita dal continuo precipitare delle suo condizioni di salute ed una figlia avuta per inseminazione artificiale.

Il caso di Denyse

Una figlia, Denyse appunto, che sta per compiere 12 anni, l’età in cui, secondo la legge italiana, si diventa “adulti” e si inizia a sottostare alle leggi. Leggi come quella istitutiva del 41 bis, il carcere duro, che fa divieto a chiunque oltre quell’età di avere contatti diretti con il detenuto. E’ questa la storia che, in esclusiva per Fanpage.it, il regista e sceneggiatore Gianfranco Gallo racconta con il suo “Denyse al di là del vetro”. Perché allo scoccare dei 12 anni la figlia del boss campano potrà parlare con suo padre solo al di là del vetro divisorio di un parlatorio, come gli adulti, anzi, proprio perché è adulta. Lo dice la legge.

Il diritto all’affettività

Ma davvero una ragazzina di 12 anni è adulta? Davvero può rinunciare senza traumi all’idea di toccare un genitore in carcere e tenergli la mano, anche se quel genitore si chiama “O Prufessore” e a suo tempo muoveva eserciti di guappi armati e dava ordini a gente che mangiava il cuore dei nemici? Il dilemma del docufilm è questo. Non dà risposte ma pone domande, lasciando al telespettatore la assoluta libertà di digerire la vicenda secondo la sua sensibilità personale. “Il documentario che parla della vita di Denise – scrive Cronache della Campaniaall’apparenza simile a quella di tante altre ragazzine della sua età che vivono nel Vesuviano, tocca con molta delicatezza, senza prendere posizione, una questione spinosa e poco trattata: i figli del 41 bis hanno il diritto all’affettività?”. A pensarci bene è la classica domanda delle cento pistole, eppure la risposta non dovrebbe essere poi così difficile.

Redazione CiSiamo
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